Commento al Vangelo di oggi

“IO SONO LA PORTA DELLE PECORE”!

Siamo così giunti, alla IV Domenica di Pasqua, e sempre più ci rendiamo conto della Verità delle parole di Gesù, quando diceva che: “Il Buon Pastore dà la vita per le pecore!” (v 11). È realmente lo ha fatto! Con la sua vita, ha “comprato” la nostra (“a caro Prezzo!”). Infatti, grazie al suo Sacrificio, siamo stati tutti “riscattati”: “Dopo aver amato i suoi, che erano nel mondo, li amò sino alla fine” (Gv 13, 1). Anche nel Vangelo di oggi (Gv 10, 1-10), ritornano i tre Verbi, che caratterizzano il discorso di Gesù: “Io sono il buon Pastore”; “Conosco le mie pecore”; “E le mie pecore ascoltano la mia voce!”. Ascoltare, Conoscere, Seguire. Chi appartiene al Gregge di Dio, “ascolta la sua voce” (v 3); Obbedisce a ogni suo richiamo, perché conosce il “fischio” del Pastore, riconosce, cioè, la sua voce (v 4b), e fidandosi di Lui, lo segue (v 4a). È vero, Gesù ci conosce più di quanto noi, conosciamo noi stessi. Ma di contro, ci chiediamo: Possiamo dire anche noi, di saperlo Ascoltare, e Conoscere a sufficienza, per poterlo seguire, corrispondendo così, al suo Amore? È interessante notare come Gesù, non inizia, tuttavia, il discorso, col dire: “Io sono il buon Pastore”, ma fa precedere il suo dire – ci fa notare Papa Benedetto XVI – con l’immagine della “Porta”:
“Io sono la porta delle pecore” (v 7b), per fornire in tal modo, la “linea guida”, a tutti i futuri Pastori del suo Gregge. Uno di noi, potrà essere definito “buon” Pastore, solo quando entra attraverso Gesù, che pure rimane sempre, il “Pastore supremo” del Gregge, perché appartiene solo a Lui. Nondimeno, Gesù, è davvero il Buon Pastore perché, non solo si prende cura di ognuno di noi, ci conosce nel profondo, e ci chiama tutti per nome, ma è anche Colui che, deliberatamente, offre la vita per noi tutti, in obbedienza al comando del Padre: “Io la do da me stesso…, Questo è il comando, che ho ricevuto dal Padre mio” (Gv 10, 18). Gesù, si definisce, in tal modo: Pastore e Porta. Proclamandosi “Buon Pastore”, non solo Egli afferma la sua Divinità, ma che Lui, è anche la “Porta” del recinto. All’epoca, il termine “recinto” (in greco: “Aulè”), indicava il Cortile del Tempio di Gerusalemme, ovvero, il luogo della presenza di Dio, dove la gente andava per pregarlo ed incontrarlo! Gesù, diventa così, la “Porta” che ci permette di entrare in Comunione con Dio. È da “insensati”, pertanto, intraprendere altre vie, come tante volte cerchiamo di arrampicarci qua e là, per raggiungere i nostri progetti, tra l’altro, non sempre nobili e limpidi, ricorrendo tante volte all’inganno, o ad altro. Ma, mi chiedo: Quando io entro a casa, da che parte entro: dalla Porta o dalla Finestra? È ben chiaro: si entra dalla Porta. Ecco, Gesù, si presenta a noi, come la Porta della Vita, l’ingresso naturale, semplice, e accessibile a chiunque. Ci consente anche, di uscire dalle nostre “schiavitù”, dai nostri modi antiquati e legalisti, per vivere finalmente con Lui, un rapporto di Fede autentica. Pure nel frastuono del mondo, impariamo a “riconoscere” la sua voce, fra le tante, perché è solo allora, che saremo finalmente “Liberi!” Auguro a tutti, una serena e santa Domenica.

don Michele Romano

condividi su