Commento al Vangelo di oggi

LA SANTA EUCARESTIA: “FONTE E CULMINE” DELLA VITA CRISTIANA!

Nella Perìcope Evangelica di oggi (Gv 6, 52-59), Gesù ci rivolge un invito urgente, ad accoglierlo e riceverlo, nel Sacramento dell’Eucarestia, e lo fa con tre dichiarazioni
fondamentali:
1)- Che si deve “mangiare la carne del Figlio dell’uomo, e bere il suo sangue” = Mangiare per vivere, necessità per essere “assimilati” a Cristo.
2)- Che se non si fa la Comunione, non si può avere “Vita”,
ossia, il processo di “identificazione” con Gesù.
3)- E che questa Vita, è la Vita Eterna, ed è condizione necessaria per la nostra Risurrezione. La Chiesa vive dell’Eucarestia, per cui tocca a noi, recuperare lo stesso “fervore”, che ha avuto Gesù, nell’Istituirla: “Ho desiderato ardentemente, di mangiare questa Pasqua con voi” (Lc 22, 15). Certo, al primo impatto, il brano suscita scalpore e scandalo: “Bere il sangue di una persona?”(Nella Bibbia è il simbolo della vita!); “Mangiare la sua carne?” (= Segno di debolezza!). Ma per cogliere la Verità del messaggio di Gesù, occorre andare oltre l’antropofagìa, ovvero, mettere da parte la nostra superficialità razionale. Infatti, di fronte alle mormorazioni dei Giudei, Gesù non indietreggia nel suo insegnamento, anzi rincara la dose: Sostituirà il verbo “Faghèin” (Mangiare), con un termine molto più crudo: “Tròghein” (Masticare con i denti). C’è necessario, pertanto, mettere la nostra Anima alla presenza di Gesù, per coglierne il significato più profondo. Si tratta: della “stessa carne” e dello “stesso sangue”, che si sono immolati sulla Croce, per la nostra Salvezza. Ecco, allora: “Mangiare la sua carne e bere il suo sangue”, significa: Nutrire noi stessi con la Verità e l’Amore che Dio ci ha donato, attraverso suo Figlio, nella Santa Eucarestia, “Pane vivo disceso dal cielo”- Fonte e Culmine della Vita Cristiana. Ciò che garantisce l’effetto di questo Nutrimento, è l’unione “vitale” di Gesù con il Padre: “Che ha (e dà) la Vita” (v 57a). Solo Dio, quindi, può darci il “Vero Nutrimento”. Quanti, invece, hanno preferito “mangiare” il pane degli “idoli”, dice la Sacra Scrittura, si sono privati della Salvezza, che Dio aveva loro destinato! Solo con la Santa Comunione, al Corpo e al Sangue di Cristo, viene seminato in noi il germe della Risurrezione: “Come il Padre, dà la vita al Figlio, così il Figlio, dà la vita, a tutti coloro che si nutrono dell’ Eucarestia. Chi ne fa esperienza, lo sa! Una partecipazione all’Eucarestia, vissuta con Fede, con attenzione, e con intensità, ci spalanca l’ingresso, alla Comunione con Cristo. È così, che la sua “Presenza”, misteriosamente, si fonde nel nostro Cuore, nel nostro carattere, nel nostro pensiero! È una lenta, ma costante e progressiva metamòrfosi, capace, cioè, di “trasformare il cuore di pietra, in un cuore di carne”, profetizzava Ezechiele, fino alla completa assimilazione a Cristo: “Pensare”, come pensava Lui – “Amare”, come amava Lui – “Gioire”, come gioiva Lui, fino a sperimentare, quanto San Paolo, un giorno ebbe a dire: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me” (Gal 2, 20). Percio’ ogni qualvolta mi accosto alla santa Eucarestia, e non certo per abitudine o sbadigliamento, ma con piena consapevolezza, è come aggiungere un “tassello”, al grande “mosaico”, del progetto di Salvezza, che Dio ha su di me! Che in questo Tempo Pasquale, il Signore apra il nostro cuore, allo “stupore” della sua Presenza, nella Santa Eucarestia. Buon Tempo Pasquale, a tutti.

don Michele Romano

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