
“IO SONO IL PANE VIVO, DISCESO DAL CIELO”.
Anche oggi, nel Vangelo (Gv 6, 44-51), Gesù, il Risorto, si presenta alla sua Chiesa, come fonte di Salvezza: “Io sono il pane della vita” (v 48). Nel ricordarci che il Padre, è l’autentico protagonista di tutto: “Nessuno può venire a me, se non lo attira il Padre” (v 1), Gesù ci dice che: Principio della Vita Eterna, è la Fede. Lui è il “Pane vivo”. La differenza con il pane materiale( Vedi la “Manna”…), è
che, quando noi nutriamo il corpo con esso, lo assimiliamo, trasformandolo in proteine, calorie, grassi, ecc.; Quando, invece, ci nutriamo della Santa Eucarestia, il nostro “Cibo Spirituale”, è Lui, Gesù, che
assimila noi in Lui (Diveniamo “Cristici”). In tal modo, ci fa avere “Fame” di Dio, e “Sete” di ascoltare sempre più la sua Parola. Nutrendoci dell’Eucarestia – che Sant’ignazio d’Antiochia, mirabilmente definisce: “Farmaco di Immortalità”…; “Antidoto” per non morire, e vivere per sempre in Cristo. Tuttavia, nella nostra esistenza, occorre recuperare un’importante consapevolezza: Apparentemente, sembra che siamo noi, a cercare Dio, ma è Lui, che è sempre alla nostra ricerca. Egli, per primo, si è fatto vicino a tutti noi in Cristo, infatti: “Mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi” (v Rm 5, 8). Non dimentichiamolo, mai! È sempre Lui, il Padre, che ci attira a sé, col Dono dello Spirito Santo! Che anche per noi, oggi, Gesù- “Pane di Vita”- non sembri una metàfora – “Come può costui darci la sua carne da mangiare?” (Gv 6, 52), come, appunto, fraintesero gli ascoltatori del suo tempo, ma un Dono reale, il vero “nutrimento” delle nostre Anime, che, tuttavia, ci pone di fronte a una grande alternativa: O la Vita, con Lui, o la Morte, con tutte le sue funeste manifestazioni. Come la Vita Eterna dipende dalla Fede, così la Fede consiste nell’Ascoltare e “Mangiare” Gesù, “Pane di vita eterna”. Nel Vangelo riscontriamo, ancora una volta, la grande prospettiva teologica di Giovanni: “L’Universalismo Salvifico”. Infatti, non parla solo di: “tutti i figli di Gerusalemme”,ma semplicemente di “Tutti”, interpretando così, la “Nuova ed Eterna Alleanza, da Lui instaurata, in chiara prospettiva universalistica: “Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati” (1Tm 2, 4a). Ma la Vita Eterna, non è ciò che tante volte pensiamo, ovvero: Un qualcosa che accadrà alla fine dei tempi, dove l’Eternità la immaginiamo, come un futuro ipotetico e fumoso, di cui non sappiamo granché, come fosse alla fine, una specie di “premio” per ripagarci di tutte le noiose “pratiche religiose”, che abbiamo dovuto sopportare, qui, sulla terra: Parroci pesanti e noiosi; Protagonismi di Gruppi in competizione; Pratiche religiose vuote, e tante volte “fuorvianti” (vedi l’ostentazione di tante “Reliquie” di Santi in giro, in tante Comunità), ecc…! Ma così non è! Si tratta solo di accogliere la vita dell’Eterno in noi, accettando gioiosamente, che sia Lui a “condurre” la nostra vita. Parola ed Eucarestia, saranno così: “L’Elemento e L’Alimento”, che ci consenteranno di fare concreta e reale esperienza di Dio, nel nostro quotidiano! Auguri. Per un buon Tempo Pasquale.
don Michele Romano
