Commento al Vangelo di oggi

“SONO IO, NON ABBIATE PAURA”!

Il Brano del Vangelo di oggi (Gv 6, 16-21), incastonato tra: la moltiplicazione dei pani (vv 1-15), e il discorso Eucaristico, nella Sinagòga di Cafàrnao (vv 41-59), narra l’episodio di Gesù che cammina sulle acque. Un episodio, che mostra i discepoli in difficoltà, su un mare in tempesta, a rappresentare, in tal modo, anche le paure della stessa Chiesa, simbolicamente rappresentata da quella “Barca”. Avvenimento opportuno, commenta Benedetto XVI, per introdurre il confronto tra Mosè e Gesù. Mosè, con la potenza di Dio, “divise” le acque del mare, per attraversarlo; Gesù, semplicemente cammina sulle stesse acque, dimostrando così, di essere l’IO SONO, Dio (Es 3,14). Gesù che ha sempre rifuggito, ogni forma di esibizionismo o protagonismo (Vedi la vittoria, sulle “Tentazioni del Maligno”-Mt 4, 1-11), nel Miracolo di oggi, camminando sulle acque, sta solo dimostrando il suo dominio sulle cose create. Ma nel contempo, possiamo leggere un nuovo dominio sul Maligno, rappresentato da un mare agitato e nell’oscurità. “Sono io, non abbiate paura” (v 20). È un’espressione, che nel Vangelo ricorre tante volte: “Abbiate fiducia, io ho vinto il mondo” (Gv 16, 33); La mattina di Pasqua, alle Donne: “Non abbiate paura” (Mc 16, 6); Anche la Madonna, sentì le stesse parole: “Non temere, Maria…” (Lc 1, 30). E poi come non ricordare le parole di san Giovanni Paolo II, all’inizio del suo Pontificato: “Non abbiate paura”, a dire che non dobbiamo temere nulla, se il Signore, è nella “barca” della nostra vita. Avventurarsi, nella difficile traversata del mar della vita, senza di Lui, è rischioso e temerario, soprattutto se il peccato ha “spento” in noi, ogni luce interiore e siamo soli, senza conforto alcuno, tanto più, se soffia il vento delle passioni, e la paura di non farcela è tanta, rischiando di rimanere sommersi dalle onde. Nel suo significato spirituale, il racconto invita a non contare solo sulle proprie forze (“remare!”), ma saper “riconoscere” Gesù, nelle tante “tempeste” della vita, fiduciosi che Lui è presente, anche quando sembra lontano o diverso da come noi lo immaginiamo. È confortante, tuttavia, constatare che Gesù, oggi come allora, non ci abbandona mai: Viene e cammina sulle acque verso di noi, per essere accolto nella nostra barca “traballante”. E solo allora che potremmo sentire parole di consolazione, e far sì, che la nostra “barca”, ovvero, la nostra vita, raggiunga l’approdo e la serenità. Quante volte nella nostra esistenza, abbiamo avuto la terribile e netta sensazione di “affondare”. Ma proprio in quei momenti, non esitiamo a invocare l’aiuto del Signore, perché ci raggiungerà, anche nel cuore della notte, invitandoci a non avere più paura. Stiamo sereni, confortiamoci a vicenda, le difficoltà ci sono e ci saranno sempre per tutti: Vento, mare agitato, incomprensioni, violenze, persecuzioni, ecc., ma se abbiamo il coraggio di accogliere, nella “barca” della nostra vita, il Maestro e Signore, allora sì, non avremo più nulla da temere! Auguro a tutti, di trascorrere un sereno Tempo Pasquale.

don Michele Romano

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