Commento al Vangelo di oggi

A NOI LA “LIBERA SCELTA”: LA “LUCE”, O LE “TENEBRE”?

Nel brano del Vangelo di oggi (Gv 3, 16-21), Gesù prosegue il suo lungo dialogo con Nicodèmo, e gli rivela, in maniera più esplicita, il meraviglioso Progetto, che Dio sta attuando nel mondo: “Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (v 16). Tuttavia, la condizione determinante ed inderogabile, per la nostra Salvezza, rimane sempre la Fede in Cristo: Chi lo rifiuta, colpevolmente, si auto- condanna, perché, quando rifiutiamo la “Luce” del suo perdono, vuol dire che preferiamo le “Tenebre”, cosa, ahimè, grave, perché, rifiutando il suo perdono, non consentiamo a Dio, di “illuminare” di Grazia e di Misericordia, il nostro Peccato. D’altra parte, ha scritto Papa Benedetto XVI, nella sua Enciclica, “Caritas in Veritate”: “Ciascuno trova il suo bene, aderendo al progetto, che Dio ha su di lui, per realizzarlo in pienezza: In tale progetto, infatti, egli trova la sua Verità, ed è aderendo a tale Verità, che egli diventa “libero” (Gv 8, 32). Dio non ci vuole “schiavi”, ma figli “liberi”: “Perché questa è la volontà di Dio, la vostra santificazione” (1Ts 4, 3). La nostra “conversione” al Signore Gesù: Vero “passaggio” dalle Tenebre, alla Luce, è un processo personale che, tuttavia, riceve il suo supporto ideale nella Comunità, quando ci re-incontriamo con i Fratelli, e condividiamo con loro: la “Fractio Panis”,
la Santa Eucarestia. È proprio allora, che Gesù, ci invita a “mettere la mano nel suo costato”, cioè: a penetrare in quel mistero insondabile, che è la sua Vita, e Dio voglia che, alla strega di Tommaso, possa anche concludersi, con la nostra Professione di Fede: “Mio Signore, e mio Dio”. La nostra Vita futura, dipende unicamente, da questo, giacché: “Chi crede in lui, non è condannato”
(v 18). Sarà sempre, una vita vuota e infelice, quella che non si pone un orizzonte di Salvezza, e si rassegna solo “a fare e a ricevere il male” (v 19). Solo nel momento in cui scegliamo di vivere, sull’esempio di Cristo, ispirati al suo “farsi dono”, e spendersi per gli altri, che stiamo già realizzando e “guadagnando”, il nostro posto nel Regno dei Cieli. Questo ci dice, che non siamo solo “in attesa” del giudizio di Dio, ma siamo responsabili della nostra vita, ogni giorno: “Perché Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati” (1Tm 2,4). Un Saggio,un giorno, per meglio spiegare tutto questo, portò questo semplice, ma illuminante esempio: Poniamo che Dio, sia il Sole! Ora, se io sto alla sua Presenza, mi illumino e mi riscaldo! Ma se, malauguratamente, mi nascondo da Lui, mettendomi, che so, dietro un muretto, mi trovo ad essere al buio e al freddo. C’è, poi, chi ha saputo anche ironizzare su tutto questo: “Pazienza, tanto poi, ci scalderemo all’Inferno”. Del resto, è un po’ come avviene nella nostra vita. Chi desidera vivere, deve necessariamente respirare. Chi, poi, decide di non respirare più, si autodistrugge, perché rifiuta – volontariamente – la Vita. Da questo, ci rendiamo conto, quanto sia preziosa ed importante: La nostra Libertà. È un Dono immenso, ma può diventare anche una “grave” responsabilità. Ecco allora, riscopriamo la grande valenza dell’esortazione di Gesù: “Chi fa la verità, viene verso la luce” (v 21). Auguri a tutti, di vivere con serenità, questo Tempo Pasquale.

don Michele Romano

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