
GESÙ A NICODÈMO:
“DOVETE RINASCERE DALL’ALTO”!
L’episodio del Vangelo di oggi (Gv 3, 7-15), ci fa comprendere come il Peccato ci abbia “Ri-legati” alla terra, e a tutto ciò che ci circonda, ridimensionandoci nella possibilità di “elevazione” e “Spiritualità”. Nicodèmo, che un po’ ci rappresenta tutti, è testimone di questi “limiti”! Infatti, chiederà a Gesù: “Come avverrà questo?”, ovvero: “Com’è possibile rinascere dall’alto?” Ora, l’avverbio “Anothèn” -in greco!), sappiamo che può essere tradotto ed interpretato, in due modi diversi: O “Rinascere di nuovo” (in senso fisico!), o “dall’Alto”, cioè nello Spirito. Dal momento che Nicodèmo lo intende nel primo senso, ovvero, “secondo la carne” (v 4), Gesù gli risponde, con sottile ironia: “Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose?” (v 9b).
È un sottile rimprovero, anche per tutti coloro che, spesso, si atteggiano a “Maestri”, insegnando “Verità”, non comprese da loro stessi: Nè nel Cuore, ed ancor meno sperimentate nella Vita. Solo Gesù, unico Maestro, può rivelarci le cose del Cielo, perché è l’Unico che è disceso dal Cielo. Passaggio necessario, tuttavia, per questa “Rinascita” (la “Vita Eterna!”), rimane sempre, per l’Evangelista Giovanni, l’Innalzamento di Gesù sulla Croce (“Sua vera “Cattedra”), che rimane sempre, l’espressione più alta dell’Amore di Dio, per tutti noi. “E come Mosè innalzò il serpente nel deserto…” (v 14), divenuto “simbolo” di “Salvezza”, per tutti coloro che venivano morsi dai serpenti velenosi. Oggi questo “simbolo” (il “Serpente di rame!”), è stato adottato da ogni Farmacia…, perché è il
luogo, dove troviamo le cure necessarie, per guarire dai “morsi”, delle tante Malattie! Così, Gesù, con la suprema testimonianza dell’Amore, è stato “Innalzato sulla Croce”:
“Volgeranno lo sguardo, a colui che hanno trafitto” (Gv 19, 37); Ora, se anche noi, sappiamo guardare a Lui, Gesù ci “guarisce” dai nostri Peccati, e ci fa capire che nella sua Morte, rinasce anche per noi, la certezza della Risurrezione. È questo, che Gesù sta cercando di far capire a Nicodèmo (ed a tutti noi, oggi): Si “rinasce” nell’acqua e dallo Spirito” (v 5). Quante volte, ahimè, incontriamo tanti
“Nicodèmo”, nel volto di amici preparati e competenti, eppure incapaci ed analfabeti, rispetto alle Parole del Maestro, sempre timorosi ed infantili, nel loro approccio con Dio. Non basta, pertanto, solo “conoscere”, occorre anche saper “leggere dentro” la nostra Vita, con quello “sguardo nuovo”, che ci rende capaci di “Fidarci” di Dio, fino a “Donarci”, per “Rinascere”. Se noi siamo animati da buona volontà, lo Spirito (Sempre “Misterioso”, perchè viene, cioè, quando meno ce lo aspettiamo), ci aiuta e ci spinge verso la Parola, per convertirci, vincendo ogni nostra resistenza! Suggestiva l’immagine del “vento”, usata da Gesù, per rappresentarci lo Spirito…: “Non sai da dove viene né dove va…” (v 8b). La stessa parola ebraica “Rùah” (In greco: “Pnèuma”), significa proprio: “Vento, Soffio, Spirito”. La nostra vita di libertà e di amore, deve sempre affidarsi, con Gesù Risorto, al “soffio” dello Spirito, sapendo che il suo frutto, è: Amore, pace, gioia, mitezza, sincerità, dominio di sé stessi…” (Gal 5, 22). Chiediamo, pertanto, a Gesù, il Dono del suo Spirito, perché: “Dov’è il suo Spirito, è libertà!” Dispiace per Nicodèmo (e per tanti di noi), che seppur Maestro in Israele…, ha ancora molto da imparare! Auguri, per vivere sempre più serenamente, questo Tempo Pasquale.
don Michele Romano
