Cercatori di nuovo: la vita consacrata come profezia di speranza nella storia di oggi.

Cercatori di nuovo: la vita consacrata come profezia di speranza nella storia di oggi. Questo il tema che domenica scorsa ha riunito presso il Santuario Regionale di San Francesco di Paola più di 300 consacrati da tutte le diocesi della Calabria.
Al convegno organizzato dai religiosi degli istituti maschili e femminili (USMI-CISM) sono intervenuti Sr. Anita Maria Cabria, della Piccola Famiglia dell’Annunziata di Bonifati con una lectio introduttiva, mentre la relazione principale è stata affidata a Don Bruno Antonio Verduci, vicario per la vita consacrata della Diocesi di Reggio. Entrambi hanno offerto spunti profondi sulla missione e sulla testimonianza della vita consacrata nel tempo presente, riportando i partecipanti più alla ricerca dell’essenziale che del nuovo, perché l’essenziale è sempre Gesù Cristo, solo Lui basta, ma nuove sono le sfide, nuovo il contesto, nuove le domande, nuova la storia.
Anche la nostra diocesi si è fatta presente con un pullman che fin dal primo mattino ha raccolto una ventina di sorelle dalle nostre comunità; ad esse si sono aggiunte le sorelle della comunità Basiliana di Santa Macrina, in Cantinella e infine una ventina di suore dalla diocesi di Cosenza.
La giornata vissuta all’insegna della fraternità e della santità che si respira presso il Santuario di San Francesco a Paola ha ricordato a tutti l’importanza di custodire la memoria del futuro, come ha invitato a fare anche il Vescovo Mons. Stefano Rega, nell’omelia a conclusione della ricca giornata riprendendo il messaggio del Vangelo del giorno.
Rendere a Cesare quel che è di Cesare! Ma cosa è di Dio si chiede il vescovo, responsabile della Vita Consacrata Calabrese. La risposta è: tutto. Ogni cosa, ogni creatura, ogni respiro porta impressa l’immagine di Dio e noi siamo stati riplasmati dal battesimo a sua immagine e somiglianza. I consacrati hanno fatto di questa verità la forma stessa della loro esistenza. Essi hanno deciso di rendere a Dio quello che è di Dio! Il corpo nella castità, i beni nella povertà, la volontà nell’obbedienza.
Sì davvero la nostra vita è come una moneta restituita a Dio. Apparteniamo a Dio prima ancora che a qualunque Cesare di questo mondo. A questo Parola non possiamo sottrarci, su di essa abbiamo investito la nostra vita come segno e come testimonianza anche per tutti.

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