Celebrazioni delle Cresime nelle parrocchie dell’Arcidiocesi L’Arcivescovo ai cresimandi: “La Cresima non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza”


Si sono svolte nei giorni scorsi le celebrazioni del Sacramento della Confermazione presiedute dall’Arcivescovo nelle diverse comunità parrocchiali dell’Arcidiocesi. Un intenso itinerario di fede che ha coinvolto numerosi ragazzi, famiglie, catechisti e comunità ecclesiali, chiamati a vivere un momento particolarmente significativo nel cammino cristiano.
Le celebrazioni si sono svolte secondo il seguente calendario:
30 maggio – Parrocchia Madonna del Buon Consiglio, Rossano;
31 maggio – Parrocchia Santissima Trinità;
1° giugno – Unità Pastorale Thurio;
2 giugno – Parrocchia Maria Madre della Chiesa;
3 giugno – Parrocchia San Paolo;
5 giugno – Parrocchia San Giovanni Battista, Mirto;
6 giugno – Parrocchia San Giovanni XXIII, Corigliano.

Nel corso delle celebrazioni, l’Arcivescovo ha rivolto ai cresimandi parole di incoraggiamento e di speranza, richiamando il passo della Seconda Lettera di San Paolo a Timoteo: «Ravviva il dono di Dio che è in te mediante l’imposizione delle mie mani» (2 Tm 1,6).
«È una frase che oggi risuona in modo speciale – ha affermato il Presule –. Tra poco il Vescovo imporrà le mani su di voi e vi ungerà con il sacro Crisma. Lo Spirito Santo scenderà su di voi con i suoi doni. Ma attenzione: Paolo non dice a Timoteo di conservare il dono come si conserva un oggetto prezioso in una cassaforte. Gli dice: ravviva il dono. Come il fuoco ha bisogno di essere alimentato, così anche la fede ha bisogno di essere custodita, nutrita e fatta crescere».

L’Arcivescovo ha quindi ricordato che la Cresima non rappresenta la conclusione di un percorso, ma l’inizio di una nuova responsabilità nella vita cristiana: «La Cresima non è un diploma. Non è il premio per aver frequentato il catechismo. E non è nemmeno il sacramento dell’addio alla comunità cristiana. Oggi non finite qualcosa: oggi incominciate. Oggi Dio vi affida qualcosa di grande».

Ai ragazzi che hanno ricevuto il sacramento, il Pastore della diocesi ha consegnato un messaggio chiaro e diretto: «Con il dono dello Spirito Santo, Dio vi dice: “Io mi fido di te. Ti amo così tanto da consegnarti una missione. Ho bisogno anche di te per portare luce nel mondo”».

Rivolgendosi ai cresimandi, ha aggiunto: «Forse tra qualche anno non ricorderete tutte le parole di questa celebrazione, ma vorrei che custodiste una certezza: Dio vi ama. Dio vi chiama. Dio si fida di voi. Non abbiate paura di rispondere».

Un forte invito è stato rivolto anche a vivere concretamente il dono ricevuto: «La Chiesa ha bisogno della vostra gioia, della vostra intelligenza e della vostra generosità. Il mondo ha bisogno della luce che lo Spirito Santo accenderà oggi nel vostro cuore. Tra poco riceverete il sigillo dello Spirito Santo. Non consideratelo un punto di arrivo, ma un punto di partenza».

Nella parte conclusiva della sua riflessione, l’Arcivescovo ha sottolineato che il segno sacramentale ricevuto deve tradursi in scelte quotidiane di amore e servizio: «Il segno dell’olio santo sarà autentico soltanto se diventerà il segno di una vita donata. Alla fine di una giornata potrete anche non aver pronunciato il nome di Dio. Ma se avrete donato bontà, se avrete aiutato qualcuno senza cercare nulla in cambio, se avrete costruito pace invece che divisione, se avrete scelto la giustizia invece dell’egoismo, allora avrete fatto la più bella professione di fede nella Santissima Trinità».

Le celebrazioni hanno rappresentato un momento di grazia per l’intera comunità diocesana, chiamata ad accompagnare con la preghiera e la testimonianza i nuovi cresimati nel loro cammino di fede, affinché il dono dello Spirito Santo porti frutti abbondanti nella loro vita e nella missione della Chiesa.

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