
Un momento di altissimo valore culturale, artistico e spirituale ha caratterizzato la presentazione al pubblico della preziosa pala d’altare raffigurante la Madonna del Rosario, antica opera su tavola proveniente dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie di San Lorenzo del Vallo (CS). L’evento si è tenuto presso il Museo Diocesano e del Codex dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati, al termine di un delicato e magistrale intervento conservativo finanziato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza ed eseguito dal prestigioso laboratorio Ambra Restauri srl di Napoli.
La conferenza di presentazione ha visto la partecipazione e i saluti istituzionali della Soprintendente ABAP di Cosenza, Paola Aurino, del Sindaco di San Lorenzo del Vallo, Vincenzo Rimoli, e dell’Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati, S.E. Mons. Maurizio Aloise.
I dettagli dell’intervento conservativo e l’inquadramento storico e iconografico della tavola sono stati illustrati dalla funzionaria storica dell’arte della Soprintendenza, Cecilia Perri, e dalla restauratrice Paola Cavaniglia, prima dell’emozionante disvelamento finale dell’opera ai presenti. Nel corso del suo accorato discorso, S.E. Mons. Maurizio Aloise ha posto l’accento sul profondo legame tra la conservazione dei beni culturali e la vita delle comunità di fede:«Il restauro non è un mero intervento tecnico, ma un vero e proprio atto di responsabilità, di memoria e di restituzione nei confronti della collettività. Ogni opera d’arte racchiude in sé un valore triplice: è Storia, perché testimonia il tempo in cui è stata concepita, la devozione e la vita della comunità nel corso dei secoli; è Arte, perché trasmette la sensibilità, la cultura e l’espressività di un’epoca permettendo un dialogo costante tra passato e presente; ed è Conservazione, che non si limita a evitare il deterioramento della materia, ma richiede di studiarla e prendersene cura affinché continui a parlare alle future generazioni. Non possiamo ignorare le difficoltà economiche legate alla tutela: circa l’80% del nostro patrimonio storico-artistico è di natura ecclesiastica e deve fare i conti con costanti problemi di finanziamento, rendendo indispensabile la sinergia e il supporto tra le Diocesi e le Soprintendenze.
I beni culturali acquisiscono il loro significato più autentico proprio quando non restano chiusi o dimenticati nei depositi, ma tornano a essere memoria viva, accessibile e condivisa dalla cittadinanza». La pala dipinta su tavola, considerata una delle testimonianze artistiche e iconografiche più suggestive custodite nell’intero territorio diocesano, rimarrà temporaneamente esposta nella Sala del Cinquecento del Museo Diocesano e del Codex a Corigliano-Rossano, offrendo a visitatori, fedeli ed appassionati l’opportunità di ammirarne da vicino la ritrovata bellezza e i dettagli materici riportati alla luce.
