Omelia dell’Arcivescovo nel giorno di Pasqua 2017

PASQUA 2017

Omelia del giorno

         C’è agitazione in questo giorno di Pasqua, qualcosa di inaspettato accade sovvertendo le consuetudini umane.

Il corpo di Gesù non è più al suo posto, il seme caduto in terra è germogliato trasformando la vita di tutti.

 

Al buio si sovrappone la luce. È l’esperienza di Maria di Magdala che il buio lo porta nel cuore, come tanti di noi quando la vita non ti sorride e le tue attese vengono frustrate.

 

Lei si reca al sepolcro senza niente tra le mani, vuole solo poter contattare fisicamente la presenza di quel Gesù che l’aveva liberata da sette demoni.

 

C’è riconoscenza e gratitudine nel suo cuore per la vita che il Maestro le ha ridonato. C’è tanto amore nel suo cuore per una libertà riconquistata ma il Maestro non c’è più.

 

Maria si comporta come tanti di noi che fanno fatica a staccarsi da un cimitero:

Perché?

La risposta è semplice: quando si ama qualcuno si avverte che la morte non può separarci. C’è una non accettazione della morte e si vuole prolungare un contatto fisico con chi ci ha lasciato.

 

Tutto questo vive nell’amore Maria di Magdala. Lei fa l’esperienza che amare è dire: tu non morirai mai!

 

Maria è certa che ciò che ha sperimentato con Gesù ha il sapore dell’eternità e non può essere distrutto dalla morte, soffocato da un pietra, da un macigno rotolato all’imboccatura del sepolcro.

 

Gli angeli vestiti di luce sono il segno di quanto la Pasqua ci fa sperimentare … l’amore non può morire … noi siamo fatti per il cielo, per l’eternità.

 

È questa consapevolezza che innesta un corri corri…tutti devono sapere…non c’è tempo per il pianto o per i rimpianti…la risurrezione dilaga nei cuori come certezza di vita … inarrestabile.

 

La vita esplode . . . se ci lasciamo afferrare da Cristo, seguendolo per le vie impervie e luminose dell’amore vero, mediante scelte ricche di apertura e donazione.

 

Non possiamo più proclamare parole retoriche e scontate, vuote di trasalimento, povere di stupore, di segni trasfiguranti la realtà.

 

Troppo il dolore causato dall’ignavia di molti, dalle omissioni di tanti, dalle ingiustizie calcolate e volute.

La Pasqua desidera generare la rivolta della vita su ogni forma di morte e attende noi per attuarla. Sì proprio noi! Noi che ci reputiamo spesso inadeguati a tutto, poveri di ogni mezzo.

 

Quanti esempi di risurrezione intorno a noi. Uomini, donne, sacerdoti, suore, religiosi, sposi che hanno accettato la logica di far rotolare via i propri macigni aprendo l’esistenza all’amore, alla fiducia, alla vita vera, all’altro.

 

Accettando la sfida della Pasqua, non saremo soli; saremo accarezzati e forgiati dal dono dello Spirito, ma anche guariti e liberati dall’incubo di un “Io” troppo invadente e non liberante.

La Pasqua ci invita ad aprire il cuore e a proiettarci verso gli altri, per annunciare la liberazione degli schiavi e fasciare le piaghe dei cuori spezzati, se questo accadrà …

finalmente sarà primavera e la vita esploderà!

 

                                              Buona Pasqua a tutti.


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