Nei giorni 13 e 14 dicembre il Coro Giovani Diocesano ha vissuto un pellegrinaggio a Roma destinato a lasciare un segno profondo nel cammino di ciascun partecipante.
Nell’Anno del Giubileo, questo tempo straordinario di grazia offerto alla Chiesa intera, l’esperienza si è rivelata un’autentica esplosione di fede, canto e comunione.
Vivere il Giubileo non come semplice evento, ma come scelta consapevole di conversione e rinnovamento, ha dato a questo pellegrinaggio un significato ancora più profondo: un’occasione unica per fermarsi, attraversare una soglia e lasciarsi incontrare dalla misericordia di Dio.
Il Coro Giovani Diocesano ha voluto vivere il Giubileo proprio così, cogliendo questo tempo favorevole come un dono da accogliere e custodire.
In un’epoca segnata da incertezze e fragilità, il pellegrinaggio giubilare è diventato risposta concreta al desiderio di speranza, un modo per affidare a Dio il cammino personale e comunitario, riconoscendo che la grazia agisce in modo particolare quando la Chiesa si mette in movimento.
Tra i momenti più intensi spicca il pellegrinaggio verso la Porta Santa della Basilica di San Pietro. Accompagnata da salmi e canti, la croce avanzava sostenuta dalle mani dei coristi, segno eloquente di una fede condivisa che si fa strada nella storia. Attraversare quella soglia ha significato entrare in un tempo nuovo, lasciando alle spalle ciò che appesantisce il cuore e rinnovando la propria appartenenza alla Chiesa universale, sulla tomba dell’apostolo Pietro, fondamento della comunione ecclesiale.
Nel pomeriggio, la grazia del Giubileo si è trasformata in canto nella Basilica Papale di Santa Maria Maggiore, luogo che custodisce secoli di storia, arte e fede. Qui il coro ha animato la celebrazione eucaristica della terza domenica di Avvento, la domenica della gioia, Gaudete. In questo tempo di attesa e di speranza, la musica si è fatta preghiera e annuncio di un Signore che viene ed è già vicino.
Non un semplice servizio musicale né un concerto, ma un vero atto ecclesiale, espressione della bellezza di essere giovani in cammino, parte viva del Giubileo della Speranza. Ogni nota ha risuonato portando con sé l’emozione del passaggio della Porta Santa, trasformando la musica in lode e gratitudine.
Ospitati dai Padri “Bocconiani” e dalle Suore del PIME, la cui accoglienza è stata preziosa e fraterna, il secondo giorno è stato arricchito da un intenso momento formativo e di preghiera guidato da suor Marilena, dal titolo “Un sì in cammino… con Maria”.
Attraverso la figura della Vergine, il cammino ha condotto a contemplare un Dio che supera ogni confine, entra nella storia facendosi piccolo e sceglie di abitare l’umanità. Il sì libero e liberante di Maria si è rivelato come origine di un futuro di speranza, capace ancora oggi di orientare le scelte personali e comunitarie.
Quel sì continua a interrogare la Chiesa di oggi: un sì alla comunità, anche quando è fragile e imperfetta; un sì vissuto nella libertà e nella responsabilità di offrire il proprio contributo. È questa la sinodalità: camminare insieme, riconoscendosi Corpo di Cristo.
La Chiesa appare così come un coro, dove voci diverse trovano armonia solo nell’ascolto reciproco. Il Coro Giovani Diocesano nasce proprio da questo cammino condiviso: ogni voce diventa pentagramma, ogni servizio chiave di fraternità, ogni passione strumento perché il cuore batta all’unisono con quello di Dio.
Il pellegrinaggio si è concluso con un gesto di affidamento e di gratitudine presso il Santuario della Beata Vergine del Santo Rosario di Pompei, ponendo nelle mani di Maria il frutto di questo tempo di grazia vissuto intensamente.
Un ringraziamento sincero va a tutti coloro che hanno sostenuto e accompagnato questa esperienza: al Vescovo, a don Pasquale De Simone, direttore dell’Ufficio di Pastorale Giovanile, guida attenta e presenza spirituale costante, a chi ha offerto accoglienza e a quanti, attraverso la voce e il servizio, rendono ogni celebrazione un’esperienza di comunione viva. Questo pellegrinaggio ha reso il gruppo più unito, più consapevole, più forte: autentiche “Scintille di Luce”.
Vivere il Giubileo nell’Anno Santo è un dono straordinario; sceglierlo e abitarlo con il canto è stato un segno concreto di risposta alla grazia.
Il Coro Giovani Diocesano ha portato le proprie energie e le proprie “Scintille di Luce” nel cuore pulsante di Roma, tornando a casa con un canto nuovo nel cuore, segno di una speranza che continua a camminare.
