
1° gennaio 2026
Nella giornata di oggi, 1° gennaio 2026, la comunità ecclesiale diocesana si è riunita per la solenne celebrazione di Maria Santissima Madre di Dio, in concomitanza con la Giornata Mondiale della Pace, presso la Cattedrale di Rossano numerosa la presenza delle Parrocchia Maria Madre della chiesa di Rossano e di Santa Maria Assunta in Longobucco per l’Ammissione agli Ordini Sacri di Domenico Cruceli e Natalino Marincolo.
La Santa Messa è stata presieduta dall’Arcivescovo, alla presenza degli Eccellentissimi Vescovi emeriti, delle autorità civili e religiose, dei sacerdoti, dei religiosi e delle religiose, nonché di numerosi fedeli.
Nel corso della celebrazione ha avuto luogo il significativo rito di Ammissione tra i candidati agli Ordini Sacri di Domenico e Natalino, un passaggio importante nel loro cammino vocazionale verso il diaconato e il presbiterato.
Aprendo il nuovo anno liturgico e civile, l’Arcivescovo ha sottolineato come la Chiesa lo inizi “nel modo più bello possibile”, sotto lo sguardo materno di Maria e con il dono tanto desiderato quanto urgente della pace. Riprendendo la benedizione del libro dei Numeri – «Il Signore rivolga a te il suo volto e ti conceda pace» – ha ricordato che la pace non nasce da strategie umane o equilibri di forza, ma dal volto di Dio che si posa sull’uomo.
Questa benedizione trova il suo compimento in Gesù Cristo, Figlio eterno del Padre, nato da donna. In Maria, Madre di Dio, Dio entra nella nostra storia e, assumendo la fragilità umana, disarma la violenza e inaugura una pace nuova, fondata sull’amore e sulla fiducia.
Commentando il Vangelo, l’Arcivescovo ha indicato in Maria, che “custodiva tutte queste cose meditandole nel suo cuore”, il modello di una pace silenziosa e feconda, che non domina né impone, ma cresce nel cuore e si diffonde come luce discreta. In questo orizzonte si inserisce il tema scelto dal Santo Padre per la Giornata Mondiale della Pace 2026: «La pace sia con tutti voi. Verso una pace disarmata e disarmante», un forte richiamo in un tempo segnato da conflitti, riarmo e violenze giustificate persino in nome di Dio.
In tale contesto, l’Arcivescovo ha evidenziato il profondo significato ecclesiale dell’Ammissione agli Ordini Sacri: non un’iniziativa privata, ma il riconoscimento di una chiamata che viene da Dio e che la Chiesa, con discernimento e responsabilità, accoglie.
Rivolgendosi a Domenico e Natalino, ha ricordato che il loro “Eccomi” non è una semplice formula rituale, ma la consegna della propria libertà al Signore e alla Chiesa. L’Ammissione rappresenta un passaggio decisivo: pur non essendo ancora l’ordinazione, segna un tempo di più intensa maturazione, preghiera, formazione e zelo apostolico.
La vocazione, ha sottolineato l’Arcivescovo, nasce nel segreto del cuore ma viene confermata attraverso la comunità ecclesiale. Per questo la Chiesa oggi dice loro: «Ti riconosco, mi fido, cammino con te», invitandoli al contempo a lasciarsi continuamente plasmare dal Signore.
Il legame tra vocazione e pace è apparso centrale: il ministero ordinato è chiamato a essere servizio di comunione e strumento di pace disarmata, non di potere ma di dono, non di divisione ma di unità. Come Maria, i futuri ministri sono chiamati a portare Cristo al mondo con fedeltà quotidiana, mitezza e pazienza dell’amore.
L’intera comunità è stata infine coinvolta nella responsabilità di accompagnare questi cammini vocazionali con la preghiera e la carità fraterna, riconoscendo che ogni vocazione è un dono affidato a tutta la Chiesa.
La celebrazione si è conclusa con l’affidamento del nuovo anno, della Chiesa e del cammino di Domenico e Natalino a Maria Santissima Madre di Dio, esempio di fiducia totale nel Signore. Nel contesto dell’800° anniversario della morte di san Francesco d’Assisi, annunciando anche che nei prossimi mesi avremo fra di noi la presenza di una reliquia della terra del Transito, è risuonata come promessa e impegno la benedizione finale:
«Il Signore rivolga a voi il suo volto e vi conceda pace». Amen.
