Secondo Venerdì di San Francesco di Paola – “La Penitenza come scelta di libertà”


Venerdì 9 gennaio 2026, presso il Santuario dedicato a San Francesco di Paola, si è celebrato il Secondo venerdì del tradizionale cammino dei 13 Venerdì in onore del Santo calabrese, dedicato al tema “La Penitenza di San Francesco”.

La solenne celebrazione eucaristica è stata presieduta da Sua Eccellenza Mons. Aloise Maurizio, Arcivescovo, concelebrata dal parroco e rettore del Santuario, padre Ivano Scalise, e animata dalla Corale San Francesco di Paola di Corigliano, che ha accompagnato con il canto la partecipazione orante dell’assemblea.

Nel corso dell’omelia, Mons. Maurizio ha proposto una profonda riflessione sul significato autentico della penitenza cristiana, liberandola da una visione triste o puramente rinunciataria. «La penitenza – ha affermato – non è una perdita di gioia, ma una scelta di libertà, via di libertà: libertà dalle schiavitù interiori, dalle abitudini che svuotano, da ciò che impedisce all’uomo di vivere pienamente secondo il Vangelo… a non diventare schiavi».

La penitenza cristiana non è solo rinunciare a qualcosa, ma lasciare spazio a Dio, permettergli di trasformarci.
Richiamandosi all’insegnamento di San Paolo, l’Arcivescovo ha invitato i fedeli a “cercare le cose di lassù”, spogliandosi dell’“uomo vecchio” per rivestire l’“uomo nuovo” portato da Cristo: un umanesimo vero, capace di trasformare il cuore e la vita. La penitenza, in questa prospettiva, diventa spazio lasciato a Dio perché operi la sua opera di rinnovamento.
Il riferimento al Vangelo di Giovanni il Battista ha rafforzato l’invito a una conversione concreta, fatta non di parole o appartenenze formali, ma di frutti visibili: una vita che cambia davvero.

Ampio spazio è stato dedicato alla testimonianza di San Francesco di Paola, la cui penitenza non fu episodica ma uno stile di vita essenziale, fondato su preghiera, digiuno, lavoro, attenzione ai poveri e totale affidamento a Dio. Una scelta radicale non di fuga dal mondo, ma di amore profondo per Dio, per i poveri e per la Chiesa. Distaccato dai beni materiali, il Santo divenne “ricchissimo di misericordia”.

Mons. Maurizio ha infine sollecitato ciascuno a interrogarsi su ciò da cui il Signore chiede di distaccarsi oggi: abitudini, egoismi, attaccamenti che impediscono una vita autenticamente cristiana. La penitenza, vissuta nel quotidiano, può tradursi in gesti semplici e concreti: più spazio alla preghiera, meno rumore, maggiore condivisione, il coraggio di dire no a ciò che disumanizza.
«La penitenza – ha concluso l’Arcivescovo – non ci rende più tristi, ma più liberi. Ci educa a scegliere, a non lasciarci trascinare dalla corrente, a saper amare davvero… la penitenza diventa via di gioia, perché ci rende più leggeri, più veri, più liberi».

Affidandosi all’intercessione di San Francesco di Paola, patrono della Calabria e dei marinai, la comunità ha rinnovato la preghiera per ottenere un cuore convertito, capace di cercare “le cose di lassù” e di camminare, già da ora, verso la pienezza della vita in Cristo.

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