IL VERO RE… come lievito dentro la storia!Come ogni terza domenica del mese, le religiose dell’USMI si sono incontrate al Frasso, presso la comunità delle Suore Riparatrici del Sacro Cuore, per una mattinata di riflessione e di preghiera che ha i suoi momenti scanditi dalla preghiera delle Lodi, l’ascolto della meditazione, l’adorazione, l’incontro con il Signore nel Sacramento della Riconciliazione e nell’Eucaristia conclusiva. La giornata odierna, apertasi con la preghiera della Chiesa, è stata introdotta da una riflessione sulla Settimana di Preghiera per l’Unità dei cristiani, che inizia proprio oggi.
In seguito don Pino Straface, Vicario Generale ha offerto a tutte la sua riflessione sui temi legati alle parole del cammino sinodale che, se da una parte ha concluso le sue tappe, dall’altra ci ha consegnato parole sempre attuali da vivere. Tra di esse la parola “lievito”: una parola che è diventata domanda e dalla quale don Pino ha preso spunto per consegnarci la sua riflessione sul brano dell’Epifania: la visita dei Magi al “Re” di Betlemme.
“Come essere lievito?” Possiamo esserlo soltanto “dentro la storia” di oggi, proprio come il Bambino di Betlemme nasce dentro un tempo storico preciso, retto da re e governatori che hanno segnato la storia, non solo del popolo di Israele ma del mondo intero.
Dio non ha paura della storia umana, non crea una sua storia parallela, non aspetta una storia adatta, pronta, pacificata per manifestarsi: viene per tutti, ha un messaggio d’amore per ciascuno. È il Dio con noi: portarlo a tutti, annunciarlo, è il senso della nostra consacrazione che, come per i Magi, è sicuramente partita da una domanda, da una ricerca: “Dov’è il Re dei Giudei che è nato?”.
Non una semplice domanda di curiosità geografica, ma un desiderio profondo di certezze, di punti fermi su cui fondare la nostra vita, andando a tentoni, sbagliando strada, a volte, sbagliando “re”, abbagliati da uno stile di vita sterile che ci può, però, sedurre.
Il vero “RE” invece, non chiede per sé, non si difende, non sospetta, non domina; il vero “RE”, seduto sul trono della tenerezza delle braccia di una Madre, accoglie, riceve il nostro dono di adorazione, e ci insegna a servire, a donare e a donarci fino alla fine.
Infine, il vero “RE” ricorda ai Magi e a tutti noi, che c’è sempre un’altra strada su cui ritornare, un’altra strada “da percorrere”, un altro stile di consacrazione da mettere in atto, un altro metodo di fare pastorale, un altro modo di incontrare gli altri, un altro forma di servizio, quella di chi è disposto a inventarsi e reinventarsi sempre, senza stanchezze, vittimismi o rinunce.

