Processione del Cristo Morto – Venerdì Santo 3 Aprile 2026


Dalla Croce un appello al mondo: partecipazione e riflessione nel Venerdì Santo, un cammino di fede che parla al presente.

Si è svolta nella serata del Venerdì Santo la tradizionale e suggestiva Processione del Cristo Morto, uno dei momenti più intensi e partecipati della Settimana Santa, che ha visto una straordinaria presenza di fedeli provenienti da tutta la comunità.

In un clima di profondo raccoglimento e devozione, la processione ha attraversato le vie cittadine accompagnata da preghiere, canti e segni della tradizione, rinnovando un appuntamento che da secoli unisce fede, cultura e identità religiosa.

Grande è stata la partecipazione delle autorità civili e militari, che hanno preso parte con rispetto e solennità al corteo, testimoniando la vicinanza delle istituzioni ai valori spirituali e alle tradizioni del territorio. Numerose anche le aggregazioni ecclesiali e le associazioni di volontariato, il cui contributo ha reso possibile lo svolgimento ordinato e partecipato dell’evento.

A concludere la processione è stata la toccante preghiera finale dell’Arcivescovo, che ha offerto ai presenti una profonda riflessione sul significato attuale della Croce, richiamando l’attenzione sulle sofferenze del mondo contemporaneo e invitando tutti a farsi segno concreto di speranza e carità.
Nel suo messaggio, l’Arcivescovo ha ricordato come la Croce di Cristo continui a manifestarsi nelle ferite dell’umanità: nei volti di chi soffre, nelle persecuzioni religiose, nei drammi della guerra – con un pensiero particolare alla Terra Santa – e nelle calamità naturali che colpiscono un creato segnato dall’azione dell’uomo.

Non sono mancati riferimenti ai drammi dell’emigrazione, ai naufragi nel mare, alle famiglie spezzate e ai bambini privati della pace. Dinanzi a queste realtà, è stato rivolto un invito a non cedere allo smarrimento, ma a riscoprire nella Croce non solo il segno del dolore, bensì dell’amore che non si arrende.

Un messaggio di speranza è stato rivolto anche attraverso il riconoscimento dell’impegno di tanti volontari e operatori che, ogni giorno, si fanno prossimi agli ultimi, offrendo cura, sostegno e solidarietà.
La celebrazione si è conclusa con un forte invito a portare nel quotidiano il senso di questo cammino, affinché la fede non resti un momento isolato, ma diventi guida concreta nelle scelte di ogni giorno.

La Processione del Cristo Morto si conferma così non solo come espressione di una radicata tradizione religiosa, ma come occasione viva di riflessione, comunione e rinnovata speranza per l’intera comunità.

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