“Per educare un figlio ci vuole un’alleanza”Convegno promosso dall’Arcidiocesi di Rossano-Cariati

Nell’ambito della programmazione annuale dedicata alla formazione, il Servizio per l’Insegnamento della Religione Cattolica dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati ha promosso un importante momento di riflessione rivolto al mondo educativo nel suo insieme.

Sabato 14 marzo 2026, alle ore 16.00, presso l’Aula Magna dell’IIS “Ettore Majorana” di Corigliano-Rossano, area urbana di Rossano, si è svolto il convegno dal titolo “Per educare un figlio ci vuole un’alleanza”, organizzato in collaborazione con il Servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili.
L’iniziativa è nata dalla consapevolezza del forte bisogno educativo che attraversa la società contemporanea e che interpella tutta la comunità. Per questo all’incontro sono state invitate le scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio dell’Arcidiocesi, insieme ai rappresentanti degli organismi educativi, delle associazioni e alle autorità civili e militari. La formazione e la tutela dei minori, infatti, rappresentano una responsabilità condivisa che coinvolge famiglia, scuola, Chiesa e società civile.

I lavori sono stati introdotti da don Giuseppe Scigliano, direttore del Servizio per l’Insegnamento della Religione Cattolica e del Servizio diocesano per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili. Nel suo intervento ha ricordato l’impegno della Chiesa diocesana nel promuovere ambienti educativi sicuri e responsabili, sottolineando come questo impegno non sia soltanto organizzativo o istituzionale, ma profondamente educativo e umano.

A moderare l’incontro è stata suor Angela Paglione, responsabile per la Regione Calabria del Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, che ha guidato con sensibilità il dialogo e il confronto tra i partecipanti.

Relatrice del convegno è stata la dott.ssa Chiara Griffini, Presidente nazionale del Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili della Conferenza Episcopale Italiana, che ha offerto una riflessione ampia e stimolante sul tema della responsabilità educativa nel tempo presente.

Particolare attenzione è stata dedicata alla educazione al digitale. Pur riconoscendo le straordinarie opportunità offerte dalla tecnologia per lo studio e la comunicazione, la relatrice ha messo in guardia dal rischio di diventarne dipendenti. L’invito è stato quello a non lasciare che l’algoritmo determini le scelte della propria vita, ma a diventare autori consapevoli della propria storia.

L’avvento dell’intelligenza artificiale rappresenta una grande novità del nostro tempo, ma – è stato sottolineato – l’intelligenza virtuale da sola non basta: occorre coltivare anche un’intelligenza emotiva, spirituale, sociale ed ecologica. La vera sfida è “umanizzare il digitale”, trasformandolo in uno spazio di fraternità, creatività e relazione, evitando che diventi invece una gabbia di isolamento o dipendenza. I giovani sono stati incoraggiati a essere “profeti nel mondo digitale”, e non semplici turisti della rete.

Le conclusioni o esortazioni finali sono state affidate a S. E. Mons. Maurizio Aloise, Arcivescovo dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati. Nel suo intervento ha richiamato il celebre proverbio africano spesso citato da Papa Francesco: “Per educare un bambino serve un intero villaggio.” L’educazione – ha ricordato l’Arcivescovo – non è mai un’opera solitaria, ma nasce dalla collaborazione tra famiglia, scuola, comunità ecclesiale e società civile. Solo costruendo una vera alleanza educativa è possibile accompagnare le nuove generazioni nella crescita umana e spirituale.
In un tempo segnato da frammentazioni e solitudini educative, è necessario ricostruire quello che Papa Francesco definisce il “villaggio dell’educazione”, uno spazio di corresponsabilità dove ciascuno contribuisce alla formazione integrale dei giovani. In questo contesto assume un ruolo fondamentale anche il lavoro del Servizio per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili, chiamato a promuovere ambienti sicuri, rispettosi e attenti alla dignità di ogni persona.

Educare – ha sottolineato infine l’Arcivescovo – significa prendersi cura dei giovani, guardandoli non come un problema da gestire, ma come una promessa da custodire. Significa accompagnarli nella scoperta della verità, della libertà, della responsabilità e della solidarietà.

Il convegno si inserisce nel solco del Patto Educativo Globale, promosso da Papa Francesco, che invita a costruire un’alleanza tra tutte le realtà educative per formare persone mature e responsabili, capaci di contribuire alla costruzione di un nuovo umanesimo fondato sulla fraternità, sul dialogo tra le generazioni e sulla cura della casa comune.

Tra i punti cardine di questo impegno educativo vi sono: mettere la persona al centro dei processi formativi, ascoltare le nuove generazioni, valorizzare il ruolo della famiglia come primo soggetto educatore, promuovere l’accoglienza dei più fragili, rinnovare l’impegno sociale ed economico al servizio della persona e custodire il creato.
A queste prospettive si affiancano anche tre nuove sfide educative richiamate nel messaggio rivolto agli studenti per il Giubileo del mondo educativo del 29 ottobre 2025: l’educazione alla vita interiore, l’educazione al digitale, l’educazione alla pace.

Il convegno ha rappresentato così non solo un momento di riflessione, ma anche un invito concreto a rafforzare il cammino comune tra scuola, famiglia, Chiesa e società. Perché, oggi come ieri, per educare un figlio ci vuole davvero un’alleanza.

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