Mirto Crosia in festa accoglie la reliquia della Terra di San Francesco: un seme di fede che porta frutto

“Mirto Crosia in festa accoglie la reliquia della Terra di San Francesco: un seme di fede che porta frutto” 24 Febbraio 2026.

Una giornata di fede, gioia e riflessione, si è svolta oggi, nella comunità di Mirto Crosia, la giornata del pellegrinaggio della reliquia della Terra di San Francesco d’Assisi, che ha fatto tappa presso la parrocchia a lui dedicata, vivendo momenti intensi di preghiera, partecipazione e profonda spiritualità.

Alle ore 10.00 la reliquia è stata accolta nella chiesa di San Francesco, in località Sorrento, in un clima festoso e carico di emozione. A dare il benvenuto sono stati gli alunni della scuola “Elena Lucrezia Cornaro Piscopia”, insieme ai docenti e alla dirigente scolastica Dott.ssa Rachele Anna Donnici, oltre alle autorità civili e militari del territorio.

Presente anche l’Arcivescovo, che ha preso parte al momento organizzato dalla scuola.

Nel suo intervento ha ringraziato docenti e alunni per l’impegno e la sensibilità dimostrata, invitando tutti a riflettere sul segno della terra che accoglie il corpo come accoglie un seme che germoglia e porta molto frutto.
«La terra che accolse il corpo di Francesco – ha ricordato – è un simbolo eloquente. Essa rinvia alla parola del Signore nel Vangelo di Giovanni: “Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto” (Gv 12,24). Francesco è stato, in modo eminente, chicco di grano. Ha abbandonato casa ed eredità, ha scelto la minorità, si è spogliato di ogni pretesa di possesso e di potere. È “caduto” nella terra dell’umiltà e della povertà evangelica. Si è lasciato consumare nella sequela del Cristo povero e crocifisso. E proprio così è divenuto principio di una fecondità che attraversa i secoli».

Nel pomeriggio, alle ore 16.00, è stato il momento dedicato ai più piccoli, accompagnati dai loro genitori e dalle famiglie, in un clima di semplicità e gioia condivisa.
Alle ore 18.00 la comunità si è riunita per la Santa Messa, arricchita dalla catechesi proposta dai frati francescani minori, che hanno guidato i fedeli in una meditazione sul significato della povertà evangelica e della sequela di Cristo.

La giornata si è conclusa alle ore 21.00 con l’oratorio sacro del coro diocesano dei giovani: un intenso momento di preghiera e riflessione che ha elevato lo spirito dei presenti.

Richiamando i testi dell’oratorio, l’Arcivescovo ha rinnovato l’invito a sapersi spogliare di ciò che è superfluo, come fece Francesco.

Ha ricordato come l’episodio della spogliazione rappresenti una vera conversione e rinascita: l’abbandono delle ricchezze e degli ideali mondani per abbracciare la vita dello spirito; la libertà e la fiducia totale nella Provvidenza; la scelta della povertà non come miseria, ma come via alla vera libertà, capace di liberare il cuore da ciò che imprigiona la gioia e l’amore.

Oggi, il luogo di quell’evento ad Assisi è noto come il Santuario della Spogliazione, meta di pellegrinaggi e luogo che invita ciascuno a una “spogliazione” interiore per incontrare autenticamente Dio e i fratelli.

A concludere la giornata è stato padre Francesco Alfieri, che ha ringraziato la comunità e ripreso una celebre espressione del Poverello di Assisi: «Tanto è il bene che mi aspetto che ogni pena mi è diletto».

La frase esprime l’estasi d’amore per Dio propria di San Francesco d’Assisi, dove la speranza del Paradiso trasforma ogni sofferenza terrena in gioia. Essa riflette la radicale unione con Cristo, maturata in particolare nell’esperienza della Verna, interpretando la sofferenza non come punizione, ma come via verso un bene eterno e superiore: la visione beatifica, l’unione piena con Dio, l’Amore che supera ogni dolore.

Una giornata intensa e partecipata che ha lasciato nella comunità un segno profondo di fede, comunione e rinnovato impegno evangelico.

condividi su