Messa in Coena Domini. Mons. Aloise:”tre segni, un solo amore”.


​Celebrata la Messa in cena domini nella Cattedrale di Maria Santissima Achiropota e rinnovato il gesto della lavanda dei piedi.
Il messaggio di Mons. Aloise all’assemblea si snoda lungo tre simboli chiave che trasformano la liturgia da semplice ricordo a evento vivo e attuale:
​La Pasqua Antica (La Liberazione): Il passaggio dal sangue dell’agnello sugli stipiti (liberazione esterna) al sangue di Cristo donato per noi (liberazione interna). Gesù non ci libera dai nemici, ma dalle prigioni del cuore: peccato, paura e morte.
​L’Eucaristia non è un rito isolato, ma il culmine di una vita passata a condividere pasti e incontri. L’Arcivescovo ha sottolineato che “non basta ricevere l’Eucaristia, bisogna diventare Eucaristia”, accettando di lasciarsi “mangiare” dagli altri nel servizio quotidiano.
​La Lavanda dei Piedi (Il Servizio): È il gesto scandaloso di un Dio che scende all’altezza dei piedi. Mons. Aloise ricorda che Gesù lava i piedi anche a Giuda e Pietro: l’amore di Dio non è un premio per i perfetti, ma un dono per chi ne ha bisogno.
​Mons. Aloise con parole di padre ha invitato a riflettere a ciò che Gesù ci consegna nel rito della Eucarestia:
“Non ci ha detto ‘fate la guerra in memoria di me’, ci ha detto: ‘Lavatevi i piedi gli uni con gli altri”.
​Il cuore del messaggio del Vescovo è un invito alla concretezza dell’amore. La vera spiritualità del Giovedì Santo non si esaurisce nel rito, ma inizia quando si varca la soglia della chiesa per tornare alla vita quotidiana.

​”Dio non ti definisce per i tuoi errori. Anche se porti il peso di ferite o peccati, il gesto di Gesù che si inginocchia davanti a te urla: “Tu vali, sei degno di essere amato”. È un messaggio di speranza che l’Arcivescovo ha portato con forza anche ai detenuti nell’incontro avuto al.mattino, ricordando che davanti a Dio siamo tutti “uomini amati”, senza categorie.
​” In un mondo che insegna a salire, ad apparire e a farsi servire, il cristiano è chiamato a scendere, a nascondersi e a servire. La vera grandezza non sta nel potere, ma nel chinarsi su chi è stanco o ferito”.
​Un Amore Senza Esclusi: Come Gesù non ha negato la lavanda a chi lo avrebbe tradito, così noi siamo chiamati a un amore che non giudica e non si spegne davanti all’ingratitudine.
Mons. Aloise ci lascia con una domanda scomoda ma necessaria: Chi siamo noi a quella tavola? Siamo chiamati a non trattenere per noi l’amore ricevuto, ma a trasformarlo in gesti di perdono e cura, perché solo nell’amore reciproco il mondo potrà riconoscere la presenza di Cristo.
​”La vera libertà è donarsi. La vera vita è amare fino alla fine.

condividi su