Lievito di prossimità nelle ore della prova: solidarietà e preghiera per la comunità colpita dalla piena del Crati.Assemblea zonale nella Vicaria di Longobucco


In queste ore cariche di preoccupazione e incertezza, la nostra comunità si trova a fare i conti con le gravi conseguenze della piena del fiume Crati che, nella giornata di oggi 13 febbraio, sta provocato ingenti danni e profondi disagi, lasciando tante famiglie e attività in una situazione di sofferenza e smarrimento.

Il nostro pensiero va alle famiglie costrette ad abbandonare le proprie case, private dei loro affetti e delle loro certezze, e alle aziende agricole che, ancora una volta, vedono compromessi il lavoro, la casa e le proprietà a causa della furia dell’acqua. È un momento doloroso che mette a dura prova il tessuto sociale ed economico del nostro territorio.
Proprio oggi, durante l’assemblea vicariale della Forania di Longobucco, l’Arcivescovo Mons. Maurizio Aloise ha espresso un accorato messaggio di vicinanza e solidarietà alle popolazioni colpite, invitando tutta la comunità a unirsi nella preghiera perché sia preservata ogni vita umana e perché non venga meno la forza della speranza.

L’incontro delle parrocchie della Vicaria di Longobucco ha concluso il primo ciclo di assemblee vicariali dedicate al tema “Lievito di prossimità”, ispirato alla parabola evangelica del Buon Samaritano. Svoltosi presso la Parrocchia di San Francesco d’Assisi, a Mirto Crosia, l’incontro ha riunito i rappresentanti delle dodici parrocchie del territorio per interrogarsi sul volto concreto della Chiesa locale.

Il tema del “Lievito di prossimità” richiama l’immagine evangelica del lievito che, pur piccolo e nascosto, è capace di trasformare tutta la pasta. Così è la prossimità cristiana: una presenza discreta ma incisiva, che si fa vicinanza reale alle fragilità, ascolto attento delle sofferenze, condivisione delle fatiche quotidiane. Non un gesto straordinario, ma uno stile permanente che attraversa la vita delle comunità, rendendole capaci di farsi carico dei più deboli, dei lontani, degli esclusi.
Nel suo intervento introduttivo, l’Arcivescovo ha richiamato il cammino diocesano che proseguirà attorno ai tre grandi ambiti della prossimità, dell’evangelizzazione e della liturgia, sottolineando come la carità vissuta e testimoniata sia il primo annuncio del Vangelo. Sono emerse riflessioni sincere sul bene che silenziosamente già abita le nostre comunità, insieme alla consapevolezza delle fragilità e delle sfide ancora aperte.

In un momento segnato dall’emergenza e dalla paura, il richiamo al “lievito di prossimità” assume un significato ancora più profondo: essere comunità che non si chiude, ma si fa compagna di strada; che non resta indifferente, ma si lascia toccare dal dolore dell’altro; che trasforma la prova in occasione di solidarietà concreta.
La nostra comunità, pur ferita, continua a credere che dalla vicinanza reciproca possa nascere la forza per rialzarsi e ricominciare.

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