Giornata Diocesana del Malato: a San Giovanni XXIII tre giorni “come a Lourdes” tra fede, preghiera e vicinanza ai sofferenti

Si è svolta questa mattina, nella parrocchia San Giovanni XXIII, la Giornata Diocesana del Malato, celebrata in comunione con la Giornata Mondiale del Malato, in un clima di intensa partecipazione spirituale e di profonda preghiera.
La celebrazione è stata preceduta, nel pomeriggio di ieri, dall’accoglienza delle reliquie di Santa Bernadette, della pietra della Grotta di Massabielle e della statua pellegrina di Nostra Signora di Lourdes, segni particolarmente cari alla devozione dei fedeli e legati alla spiritualità del santuario mariano francese.
Fin dalle prime ore della sera di ieri e fino a tarda notte, numerosi fedeli hanno raggiunto la parrocchia per sostare in preghiera davanti alle reliquie. Un flusso di persone che è continuato anche dalle prime ore della mattina, trasformando la chiesa in un luogo di pellegrinaggio e di raccoglimento.
Non semplici visitatori, ma “pellegrini”, come li ha definiti la presidente diocesana dell’UNITALSI, sottolineando come «per tre giorni il santuario di Lourdes si è spostato nella nostra parrocchia», offrendo a tutti l’opportunità di vivere un’esperienza di fede, consolazione e speranza.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta dall’Arcivescovo, che nella sua omelia ha richiamato il tema della Giornata Mondiale del Malato 2026, “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”.
Nel suo intervento il presule ha rivolto un saluto riconoscente alle istituzioni civili e sanitarie presenti, alla Direzione sanitaria, ai medici, agli infermieri, agli operatori socio-sanitari, alle ostetriche, ai medici di base e ai farmacisti, ringraziandoli per il servizio quotidiano accanto a chi soffre. Un saluto particolare è stato rivolto anche ai sacerdoti, all’Ufficio di Pastorale della Salute, all’UNITALSI – sottosezione di Corigliano-Rossano – e alle associazioni e aggregazioni che hanno collaborato all’organizzazione della giornata.
L’Arcivescovo ha poi rivolto un pensiero speciale a tutti coloro che vivono la sofferenza nel corpo e nello spirito: i malati, gli anziani, le persone sole o segnate dalla fragilità. «La persona malata – ha ricordato – non è un peso da nascondere, ma un luogo in cui Dio ci parla».
Richiamando le letture della IV Domenica di Quaresima, la domenica Laetare, il presule ha invitato i fedeli a riflettere sul tema della luce: «Un tempo eravate tenebra, ora siete luce nel Signore», afferma san Paolo. E nel Vangelo della guarigione del cieco nato emerge un messaggio fondamentale: Gesù vede chi nessuno vede.
Proprio da questo sguardo nasce la compassione cristiana, che non è solo un sentimento ma un’azione concreta: vedere, fermarsi, farsi vicini, prendersi cura. È lo stile del buon Samaritano, che diventa modello per ogni credente chiamato a condividere il peso della sofferenza altrui.
«Molte volte – ha ricordato l’Arcivescovo – non possiamo guarire una malattia, ma possiamo sempre offrire una presenza, una parola, una carezza, una preghiera. La compassione cristiana è questo: condividere il dolore perché nessuno resti solo».
L’Arcivescovo ha richiamato con forza che la malattia non è una colpa e la sofferenza non è una condanna.
E proprio qui entra il cuore del messaggio della Giornata Mondiale del Malato: la compassione. Gesù non si limita a spiegare il problema: si avvicina, tocca il cieco, si sporca le mani con il fango, lo accompagna verso la guarigione.
Nel pomeriggio le celebrazioni proseguiranno con due momenti particolarmente significativi della spiritualità di Lourdes. Il primo sarà la Processione Eucaristica, durante la quale i pellegrini accompagneranno il sacerdote che porterà l’ostensorio con il Santissimo Sacramento, con un momento speciale dedicato alla benedizione degli ammalati.
In serata, invece, si svolgerà la suggestiva processione mariana “aux flambeaux”, la tradizionale fiaccolata con le candele accese durante la quale i fedeli pregheranno il Rosario, rievocando uno dei momenti più intensi e simbolici del pellegrinaggio a Lourdes.
Tre giorni di grazia e di preghiera che stanno trasformando la parrocchia di San Giovanni XXIII in un piccolo santuario, segno della vicinanza della Chiesa ai malati e a tutti coloro che vivono la prova della sofferenza, accompagnati dalla materna intercessione di Maria, Salute degli infermi

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