Si è svolto oggi, 24 gennaio 2026, presso il complesso parrocchiale San Giovanni XXIII, il Convegno Pastorale diocesano dal titolo “Lievito di Prossimità”, un’importante occasione di riflessione e confronto sullo stile con cui la Chiesa è chiamata oggi ad abitare il territorio e a condividere le fatiche, le speranze e le domande delle persone e delle comunità.
La nostra Chiesa diocesana è chiamata a essere segno e strumento di prossimità, capace di operare nel tessuto umano e sociale con discrezione, cura e responsabilità, senza protagonismi, ma con la forza trasformante del Vangelo. In questo cammino, l’immagine del lievito ha accompagnato l’intera giornata: piccolo e nascosto, ma decisivo, capace di agire dall’interno e far crescere la pasta.
Il convegno ha visto come relatori don Massimo Angelelli e il dott. Pietro Bartolo. Il dott. Bartolo, medico di Lampedusa, da anni accoglie e cura i migranti che approdano sull’isola, diventando un punto di riferimento umano e professionale nelle emergenze del Mediterraneo. Attraverso il suo lavoro quotidiano, svolto con competenza e profonda umanità, è stato autentico lievito di Prossimità, testimoniando come l’accoglienza possa tradursi in responsabilità condivisa e rispetto della dignità di ogni persona. La sua esperienza racconta una Lampedusa capace di farsi ponte e non confine, generando speranza anche nelle situazioni più drammatiche.
Don Massimo Angelelli, Direttore dell’Ufficio Nazionale per la Pastorale della Salute della Conferenza Episcopale Italiana dal 2017, sacerdote con una solida formazione teologica, bioetica, psicologica e pedagogica, ha offerto una lectio sul Buon Samaritano, rileggendo la parabola come paradigma di cura, prossimità e responsabilità evangelica nel contesto sanitario e sociale contemporaneo. Nel suo ministero ha saputo coniugare competenza, ascolto e attenzione alla dignità della persona fragile e sofferente, divenendo egli stesso segno concreto di prossimità.
L’assemblea, preparata congiuntamente dagli Uffici Missionario, Caritas, Migranti, Ecumenismo e Dialogo Interreligioso, Pastorale della Salute e Carceraria, Pastorale delle Persone con Disabilità, ha voluto offrire alle zone pastorali e alle comunità parrocchiali una traccia di riflessione e di lavoro. L’obiettivo è stato interrogarsi, insieme, su come tradurre la riflessione in scelte pastorali concrete, condivise e capaci di generare relazioni autentiche nella vita quotidiana delle comunità.
Dopo la lectio e il dialogo con gli uffici pastorali, la serata ha dato spazio alla testimonianza concreta di cosa significhi essere oggi “lievito di prossimità” del dott. Bartolo. Le conclusioni di don Massimo hanno aperto al proseguimento del cammino nei gruppi di vicaria, affinché quanto condiviso possa diventare stile e prassi delle comunità.
Al termine del convegno, l’Arcivescovo ha voluto esprimere pubblicamente solidarietà e vicinanza nella preghiera alla comunità di Longobucco, che da tempo vive una condizione di grave isolamento a causa delle criticità della viabilità, in particolare per il crollo del Viadotto Ortiano nel maggio 2023 e il mancato completamento dell’arteria stradale fino alla SS 106.
Il Vescovo, il Presbiterio e l’intera Comunità Diocesana hanno ribadito il pieno sostegno alle legittime richieste della popolazione, richiamando anche le gravi criticità del sistema sanitario locale, che mettono a rischio l’accesso ai servizi essenziali, soprattutto per le persone più fragili. Tali criticità riguardano anche altre realtà montane della Diocesi, segnate da isolamento e carenze strutturali. Nel solco della Dottrina Sociale della Chiesa, la Diocesi affida al Signore il cammino di questo territorio, auspicando soluzioni rapide, giuste e definitive, e confidando in un dialogo costruttivo tra istituzioni e comunità locali, anche in vista dell’incontro previsto nei prossimi giorni presso la Presidenza della Giunta Regionale.

