
DONNA, SE TU SAPESSI…, CHI È COLUI CHE TI CHIEDE DA BERE !
Il Vangelo di questa III Domenica di Quaresima (Gv 4, 5-42), noto come il “Vangelo della Samaritana”, è un Testo ricchissimo di risonanze bibliche! Gesù, andando in Galilea, passa per la Samarìa, e arriva ad un terreno che,
secondo la Tradizione biblica, Giacobbe aveva dato a suo figlio Giuseppe. Lì c’è un pozzo, e Gesù, “affaticato per il viaggio”, siede a riposare. Pur consapevole che a quel tempo, Giudei e Samaritani si odiavano e detestavano, per motivi storici e religiosi, Gesù, superando ogni pregiudizio, non teme di entrare in un territorio “avverso”. “Quando era “circa mezzogiorno”…, giunse al pozzo una donna samaritana ad attingere acqua” (v 7). Notiamo subito 3 elementi importanti, per la nostra riflessione:
1)- Gesù và da solo al pozzo, rompendo ogni barriera tra Giudei e Samaritani, mandando gli Apostoli in paese, a fare spese. Questo, perché Lui predilige, il rapporto personale con ognuno di noi, come a dire che: Dio cerca l’uomo oltre ogni divisione! 2)- È Lui che precede la donna al pozzo; come a dire: Dio ci precede e ci aspetta, per ogni nostro incontro con Lui.
3)- E “quasi mezzogiorno”, un’ora piuttosto insolita, per andare al pozzo, ad attingere acqua. Questa scelta, ci fa capire che la donna, è una “peccatrice”, in quanto, avrà scelto quest’ora di proposito, perché potrebbe sottolineare il desiderio di evitare incontri con altre donne, che solitamente e normalmente, si recavano a prendere l’acqua al mattino presto, nelle ore più fresche della giornata. Questo ci fa comprendere, anche, come Gesù ci conosce bene e vuole dare a tutti- Giusti e Peccatori – la possibilità di ascoltare la sua Parola di Salvezza, che estingue ogni nostra “sete”, con “l’acqua viva” della Fede. Attraverso il dialogo, Gesù, rivela, poi, alla donna, la propria identità “messianica”, e nel contempo le rivela che Dio va adorato, più che sulle montagne di Giudea (Monte Sion!), o di Samaria (Monte Garizim!), “in spirito e verità, con un’adesione interiore ed autentica al Padre, realizzata attraverso la sua Persona. Gesù, poi, dà la prova della sua identità di “profeta”, entrando nella vita privata della donna (vv 16-18). È a questo punto che la donna, arriva a riconoscere Gesù “Messia” (v 25), passando, così, da donna “emarginata”, a Testimone: “Venite a vedere…!” (v 29), provocando la conversione dei samaritani. Essi, inizialmente, credono per la testimonianza della donna, ma poi, “direttamente”, per aver udito Gesù, riconoscendolo come “salvatore del mondo” (vv 40-42). Nel mentre la donna va in paese, ecco che arrivano gli Apostoli da Gesù, ed esprimono la loro grande meraviglia, che parlasse con una donna – “Samaritana” per di più” – (v 27). Essi non hanno ancora compreso, che Gesù, cerca “quello che cerca il Padre” (v 23), svelando loro, gradualmente, il segreto della propria esistenza e il senso globale della sua opera nel mondo. I Discepoli saranno così, i “mietitori” degli ultimi tempi. Raccoglieranno quello che è costato pene e sofferenze, a colui che ha seminato. Allusione, agli antichi Profeti, ma soprattutto, a Gesù stesso. Ora, volendo applicare alla nostra vita, il messaggio di oggi, diciamo subito che anche noi, vogliamo incontrare il Signore, con Lui che ci precede, e ci aspetta al “pozzo” della nostra esistenza. Lui pur conoscendoci bene, tuttavia non si meraviglia: né del nostro imbarazzo, né delle nostre fragilità: Vuole solo farci riflettere sulla nostra “Sete”. Ci vuol far capire che tante volte, abbiamo tentato di dissetarci a “Fonti diverse”, che non ci hanno dissetato; O abbiamo mangiato “cibo”, che non ci ha sfamati; O ci siamo fidati di persone, che ci hanno solo deluso. In questa “ricerca”, oggi il Signore vuol farci capire, che stiamo sbagliando, a cercare nei posti sbagliati, o a rivolgerci alle persone sbagliate! Lui è lì, davanti a noi, l’unico che può riempire il nostro vuoto interiore: con il suo Amore, con la sua Parola, e con il suo Spirito. Lui è la risposta, che estingue ogni nostra “Sete”, perché ci fa il Dono più grande: quello della Vita, che non finisce mai. A tutti, rinnovo l’Augurio di un buon Cammino Quaresimale.
don Michele Romano
