
SIATE MISERICORDIOSI, PER POI TROVARE MISERICORDIA
Oggi Gesù, pur nella brevità del brano Evangelico (Lc 6, 36-38), ci istruisce, prima con 2 negazioni, e poi con 2 affermazioni: Le “Negazioni”: “Non giudicate e non sarete giudicati”-( v 37a); “Non condannate, e non sarete condannati” – (v 37b)! Dalle 2 “Affermazioni”: “Perdonate e sarete perdonati”- (v 37c); “Date e vi sarò dato”- (v 38a), ecco la domanda che ne scaturisce (Dopo aver fatto un serio esame di coscienza!): Come devo agire, per definirmi “Cristiano”? Il Signore ci dice: Esercita la Misericordia verso gli altri: Non giudicare, non condannare, e soprattutto date senza misura…, Sono questi i contrassegni del Buon Cristiano, che lo differenziano dagli altri. Ebbene, come veri discepoli di Gesù, che ha perdonato anche, chi lo stava inchiodando sulla Croce, arrivando, persino a scusarli: “Padre, perdona loro, perche’ non sanno quello che fanno” (Lc 23, 34), siamo invitati a vivere come il nostro Maestro e Signore, che ci chiede: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (v 36), perché diversamente: “Non possiamo dire di amare Dio che non vediamo, se non amiamo il fratello/la sorella, che vediamo” (1Gv 4, 20). Quanta saggezza, in questo comando del Signore: “Non giudicate”. Sì, perché l’Evangelica “Trave”, che ci impedisce di “vedere” le necessità, o le intenzioni, buone e cattive, che soggiacciano dietro ogni azione dei nostri fratelli (Solo Dio che vede nel segreto…! E’ sua la prerogativa di ogni Giudizio…!), questa nostra “Trave”, è il “Non-Amore l’orgoglio, il risentimento, che spesso ristagnano nel nostro cuore! San Paolo ci ricorda, che: “Solo l’Amore, scusa tutto” (1Cor 13, 7). Ciononostante, anche se noi ci comportiamo da “infedeli”, “Dio rimane sempre fedele, perche’ non puo’ rinnegare se stesso” (2Tm 2, 13). Quanta Verità: Dio non condanna, solo condona, perché il suo Amore per tutti noi, è senza limiti. Ecco perche’ ci chiede di Amare come Lui, oltre ogni misura, al di là dei meriti degli altri, evitando i “diabolici” stranelli del “Dosaggio” o del “Contatore”, che finiscono sempre, per chiuderci gli stessi rubinetti della Misericordia di Dio. In fondo, sappiamo bene, che il “Giudizio finale”, sia esso di Salvezza o di Perdizione, non è mai Opera di Dio, ma sempre di ognuno di noi, nel buon uso, o nell’abuso della nostra Libertà: Se io non giudico gli altri, Dio non giudicherà me! Se perdoniamo agli altri, Dio perdonerà a noi! Se saremo Misericordiosi su questa Terra, troveremo poi, la Misericordia di Dio in Cielo. Interessante, notare anche, come Luca, usi qui, l’aggettivo “Misericordioso” (“Oiktìrmon” =
“Avere Compassione”-), da “Miser- Cordis” = Avere il Cuore, vicino alla Miseria degli altri, per esprimere tutta la Paternità e la Maternità di Dio. Sì, perche’ l’aggettivo “Oiktìrmon”, traduce l’ebraico “Rahamìn”, che indica l’utero femminile, a voler significare, un amore “viscerale”, che rende Dio – ci dirà San Clemente d’Alessandria – “Padre”, per la sua Misericordia, e “Madre” per la sua Tenerezza! Ci consoli questo: Che Dio accoglie sempre le nostre fragilità, e senza condannare, ci aiuta ad accogliere la sua Misericordia, e farne tesoro. Sia, pertanto, la “Misericordia”,a caratterizzare, soprattutto in questo tempo di Quaresima, il nostro cammino di Fede, unitamente, al nostro interiore rinnovamento! Auguro a tutti di cuore, un fruttuoso e sereno cammino Quaresimale.
don Michele Romano
