
È LA “FRATERNITÀ”, A RENDERE CREDIBILE LA “PATERNITÀ”!
Nella pagina del Vangelo di oggi (Mt 5, 20-26) Gesù, ancora una volta, ci invita ad una conversione “radicale” della nostra vita, senza mezzi termini! Non basta la semplice osservanza del Comandamento: “Non Ucciderai” (v 21), perché ci sono tanti modi per “togliere” la vita agli altri, atteggiamenti che fanno più male di un proiettile, vedi: calunnie, mancanze di rispetto, risentimenti, insulti; Come pure, dire ad un fratello: “imbecille, stupido, pazzo…” (v 22). Per essere cristiani integri e credibili, il Signore ci dice: “Lascia lì il tuo dono, davanti all’altare, va’ prima a riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono” (v 24). Il primo passo verso la “Riconciliazione”, è dunque, la Preghiera verso i nostri nemici. Anche nel caso in cui, noi stessi, siamo stati gravemente offesi, solo con la Preghiera, potremo “cicatrizzare” il doloroso ricordo, chiedendo a Dio, la forza di poter perdonare: “Null’altro ci rende simile a Dio – ci dirà San Giovanni Crisòstomo – come l’essere disposti a perdonare!”. Gesù, anche sulla Croce, ce ne ha dato un mirabile esempio, quando, rivolgendosi al Ladrone pentito, gli disse: “Oggi, sarai con me in paradiso!” (Lc 23, 43). Nella sua radicalità, volendo “ripulire” la Legge, volendola riportare alla sua prima origine, Gesù intende purificarla da tutte quelle “incrostazioni”, che nei secoli, l’hanno solo appesantita e confusa. Ecco perché non fa distinzione alcuna, tra: omicidio, ira insulti, ecc., perché provengono tutti da una comune radice: Il cuore dell’ empio, schiavo della menzogna di Satana, che partorisce sempre azioni malvagie, perché dettate dall’egoismo e dall’orgoglio autosufficiente! Gesù: “non è venuto ad abolire la Legge o i Profeti, ma a dare pieno compimento”
(Mt 5, 17); “È stato detto…, Ma io vi dico
” (vv 21-22);
È così, che Gesù, ha instaurato definitivamente il Regno di Dio. Perciò, ci invita a superare l’angusta visione della “Legge”, propugnata dagli Scribi e dai Farisei, e a superare ogni criterologia umana, per arrivare al dono di sé, anche verso chi ci ha offeso e (o) ci odia! Questo perché la nostra “Giustizia”, deve superare ogni legalismo farisaico. A questo punto, Gesù aggiungerebbe: “Chi ha orecchi per intendere, intenda, perche’ non a tutti è dato di comprendere…”(Mc 4, 9). Soprattutto questo tempo di Quaresima, sia un quotidiano cammino di “riconciliazione”con tanti nostri “fratelli”, siano essi: amici, familiari, conoscenti, ecc., a prescindere se abbiamo torto o ragione, perché, se non si va d’accordo con i fratelli, non si vive da figli di Dio, proprio come specificato sopra: “È sempre la “Fraternità”, a rendere credibile la “Paternità”. Perciò, dobbiamo “passare” (E questa sarà la nostra “vera” Pasqua!), dalla logica del Debito, a quella del Dono e del Perdono, dai giudizi taglienti, che uccidono peggio di una lama affilata, ad una profonda “coerenza”, tra Fede e Vita, segno di un’autentica “riconciliazione” col Fratello, una condivisione essenziale, affinché la nostra “offerta”, possa giungere gradita a Dio! Auguro sempre a tutti di cuore, un sereno e buon cammino Quaresimale.
don Michele Romano
