Commento al Vangelo di oggi

GESÙ CÒNFUTA, OGNI PRETESA ARROGANTE, DI ULTERIORI
“SEGNI”.

Il brano del Vangelo di oggi (Lc 11, 29-32), ci induce a fare un serio “esame di coscienza”. È vero, ci professiamo tutti “Cristiani”, dotati di grande Fede, eppure, siamo sempre alla ricerca di “Segni”, come se avessimo sempre bisogno di certezze e conferme. Ma la vera Fede, non mette mai Dio “alla prova”: “Dio, se esisti, fa che…!” Lui ci chiede solo di riconoscere e valorizzare i tanti “segni” della sua Presenza nella nostra quotidianità, che io amo semplicemente definire: Le tante “Dio- Incidenze”, che rappresentano il “mediatico” linguaggio di Dio, nella nostra vita. Nel Vangelo, oggi mi colpisce che, nel mentre i cosiddetti “Lontani”: Gli abitanti di Nìnive e la Regina del Sud, hanno saputo riconoscere la grandezza dei “Segni di Dio”, invece, i cosiddetti “Vicini” (E qui possiamo rientrarci tutti!) ostentano la loro “cecità”. In tanti, anche fra di noi, “Fedeli osservanti”, chiedono continuamente “Segni e Prodigi”, correndo, magari, dietro a presunte “Apparizioni”, o appropriandosi di messaggi, dei cosiddetti “Veggenti” (o presunti tali), quando, paradossalmente, non si arriva a consultare, persino: maghi e chiromanti, privandosi in tal modo dell’essenziale: La gioia di una Fede “genuina” in Dio Padre, che è “Sempre fedele alle sue promesse” (Ger1, 12). Altri, vediamo, cercano questa “illusione”, nella cupidigia della Ricchezza, facendone lo scopo primario della loro vita; o di tanti Giovani nell’alcool, nella droga, ecc.! Queste “fughe”, e questi “rifiuti” alla volontà di Dio, spesso ci rendono impermeabili alla “novità” del Vangelo, esponendoci purtroppo, al Giudizio di Dio: “Ancora 40 giorni e Nìnive sarà distrutta” (Gn 3, 4). Tuttavia, la nostra “durezza di cuore”, viene sempre accolta e trasformata, dalla Misericordia del Padre, col suo perdono, che immancabilmente, segue sempre al nostro Pentimento: “Dio vide le loro opere, che cioè si erano convertiti, e si impietosì” (Gn 3, 10). Che la Quaresima, che stiamo vivendo, diventi per tutti noi “un tempo favorevole” per la nostra conversione al Signore, e alla grandezza del suo Amore, cogliendo a pieno così, il “segno di Giona”. Giona, è stato un “Segno” – Scrive San Giovanni Cristostomo – ma di Gesù dice: “Io sono il Maestro: lui fu gettato alla balena, ma io risuscitai tra i morti; e mentre lui minacciava la distruzione, io sono venuto a predicare la Buona Novella e il Regno!” Ecco, allora, il vero “Segno di Giona”: È Gesù! Come infatti Giona, rimase tre giorni e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio dell’Uomo, resterà tre giorni e tre notti, nel cuore della terra, prima di Risorgere! (Mt 12, 40). Gesù, ai “malvagi” di ogni generazione, ha dato il “segno” della sua Morte e Risurrezione, quale prova incredibile dell’Amore di Dio, verso ciascuno di noi! Lui ha donato la sua vita, per salvare la nostra: “Ben più di Giona e di Salomone, abbiamo qui”. Smettiamola, pertanto, di chiedere continuamente “segni”, che Gesù considera, ormai, solo “pretese arroganti”. Una Fede matura, si nutre della sua Parola e dell’Eucaristia. Spesso, purtroppo, sentiamo dire: “Ma lo fanno tutti…!” Allora, ci sia di insegnamento, quanto scriveva Papa Francesco: “Tutti nasciamo “Originali”, ma tanti muoiono “Fotocopie”. A noi, ora, la scelta! A tutti, auguro sempre, un sereno e fruttuoso, cammino Quaresimale.

don Michele Romano

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