
LE “TENTAZIONI” NEL DESERTO.
Il Brano Evangelico di questa I Domenica di Quaresima(Mt 4, 1-11), ci presenta Gesù: “Condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo” (v 1). Riguardo al luogo geografico del deserto, un’antica credenza Ebraica, riteneva che fosse il luogo Tradizionale di abitazione dei diavoli: Vedi il dèmone Azazèl nel deserto, riportato in Lv 16, 10 e Tb 8, 3. Così Gesù, sarebbe stato “condotto” nell’ambito territoriale del “Tentatore”, proprio nel deserto, posto inospitale, di sofferenza e di morte. (Antagonistico all’Eden), già luogo di prova per il Popolo Eletto, il Signore lo affronta per uscirne vittorioso, là dove Israele non aveva potuto far altro che soccombere! Gesù, dopo aver digiunato 40 giorni (solo 40 giorni, secondo la versione Lucana – 4, 2a), e 40 notti (nella versione di Matteo), rievoca a noi, oggi, il tempo della Quaresima. Un Tempo, questo, legato al numero 40, pieno di “simbolismi”, per indicare che è un “Tempo” particolare, che appartiene solo a Dio, e solo Lui ne conosce la piena estensione, come: Il Diluvio, che durò 40 giorni e 40 notti (Gen 7, 4); Ancora, Mosè sul Sinai passò 40 giorni e 40 notti (Dt 9, 25), prima che gli fosse consegnata la Legge (Es 24, 18); Anche Elìa passò 40 giorni e 40 notti, per arrivare sull’Oreb e incontrare il Signore (1Re 19, 8); Lo stesso Israele, dovette vivere Quarant’anni tra prove tentazioni nel deserto! Oggi, con le tre “Tentazioni”, il demonio, sempre citando con ambiguità le Scritture, si propone di far cadere Gesù in qualche forma di “idolatria”: Del “POSSESSO”: “Dì che queste pietre diventino pane”; Del “SUCCESSO”; “Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù…”; Del “POTERE”: “Tutte queste cose io ti darò se, gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”! Tentazioni, che diventano “Metàfora” di ogni forma di “idolatria”, attraverso le quali, il demònio, è solito far cadere gli uomini, che “utilizzano” o “rifiutano” Dio, per esaltare sé stessi. Satana, in tal modo, vuole distogliere Gesù – commenterà Papa Francesco – dalla via dell’obbedienza e dell’umiliazione, portandolo sulla falsa scorciatoia del successo e della gloria. Ma tutte queste “frecce velenose”, vengono “parate” da Gesù, con lo scudo della Parola di Dio. Infatti, notiamo che Gesù, non dice alcuna parola propria: Risponde soltanto con la Parola di Dio. E così, che alla fine, Gesù, ne uscirà vittorioso dal deserto: “Allora il diavolo lo lasciò, ed ecco, degli angeli gli si avvicinarono e lo servivano”
(v 11). Letteralmente, il termine “diavolo” significa: “Colui che divide”, meglio “Colui che distoglie”, ovvero che separa da Dio, è il “Tentatore”
(Termine usato anche da San Paolo). Le “Tentazioni”, vediamo che iniziano con un “Se”: “Se tu sei Figlio di Dio…”, col quale Satana mette in dubbio la Divina Figliolenza di Gesù, che era stata affermata proprio qualche versetto prima, al momento del suo Battesimo: “Questo è il figlio mio, l’amato…” (Mt 3, 17). Un dubbio, che sarà espresso anche da coloro che assisteranno alla Crocifissione: “Se sei il Figlio di Dio, scendi dalla Croce: (Mt 27, 40). La prima Tentazione: “Dì che queste pietre diventino pane”, si rifà al dono della Manna nel deserto, che pur essendo un dono di Dio, fu oggetto di malumori e di mormorazioni
(Sal 78, 18-20). Gesù, prontamente, risponde: “Sta scritto: Non di solo pane, vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”
(Dt 8, 3). Nella seconda Tentazione: “Il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del Tempio (prima tradotto con “Pinnacolo” del Tempio, lett. “Piccola ala”), e gli disse: “Se tu sei Figlio di Dio, gettati giù…” (vv 5-6). Citando il Salmo 91, il demonio astutamente, omette un elemento importante, perché, dopo aver detto: “Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo…” non riporta, poi, le parole successive: “Di custodirti in tutte le tue vie” (vv 11-12). Ma Gesù risponde, citando la Toràh: “Non metterai alla prova il Signore Dio tuo” (Dt 6, 16) Infine, nella terza Tentazione, notiamo che manca l’insinuazione: “Se sei figlio di Dio..!”, perché ora Satana, offre a Gesù, quel certo potere sui regni della terra, a condizione che rinunci alla propria figliolanza e al proprio rapporto con Dio: “Tutte queste cose io ti darò, se gettandoti ai miei piedi, mi adorerai”(v 79). Allora Gesù risponde (Proprio come un giorno dirà a Pietro – Mt 16, 23): “Vattene. Satana! Sta scritto infatti: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto”. In tal modo Gesù dimostra che è veramente il Figlio di Dio, perché ripercorre per conto proprio, l’itinerario di Israele! Dove il Popolo eletto era caduto in tentazione, Gesù è trovato fedele, a motivo della sua obbedienza alla Parola di Dio. Così, oggi, noi tutti, dobbiamo interrogarci: Come vivo le mie tentazioni? Le attrattive di questo mondo, mi mettono alla prova, nella mia relazione più profonda con il Signore? Che la Parola di Dio, allora, in questa Quaresima, possa sempre sostenere ed illuminare questo nostro cammino, per farci crescere sempre più nella conoscenza del mistero di Cristo, e testimoniarlo con una degna condotta di vita. Pertanto, Auguro a tutti di cuore, un sereno e buon cammino d preparazione, verso la Santa Pasqua.
don Michele Romano
