
ALL’INVITO DI GESÙ: “SEGUIMI”, SEGUE L’ABBANDONO DI TUTTO.
Il Vangelo di oggi (Lc 5, 27-32), nella scelta che Gesù fa, di chiamare quale Apostolo
(e primo Evangelista), un “peccatore pubblico”, di nome Levi (Nel Vangelo secondo Matteo, invece, viene chiamato “Matteo”- Lc 9, 9), con un invito senza preamboli: “Seguimi” (v 27), risulta essere una scelta rappresentativa,che privilegia i “malati” e i “pubblicani”! Tuttavia, ci ricorda San Paolo, che: “Quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti” (1Cor 1, 27). Dio non richiede “Fedine penali”, pulite ed immacolate, per servirlo, ci vuole invece protagonisti di questa Quaresima, con un cuore pentito e umiliato: “Non sono venuto a chiamare i giusti – ci dirà sempre Gesù – ma i peccatori” (Mc 2, 17). Lui, infatti, non disdegna, dopo la gioiosa accoglienza del suo invito: “Seguimi”, a Matteo, di andare a casa sua, che per doverosa gratitudine lo ha invitato ad un momento di grande Festa, ad un Banchetto preparato nella sua casa, che esprime tutta la gioia della sua “risurrezione” dal peccato, tipica di un povero “Pubblicano” come lui. Sì, perché Levi, è un vero “risorto”, passato, cioè, dalla schiavitù del peccato, e rinato a vita nuova. Vengono così infrante tutte le barriere, che gli Scribi e i Farisei, chiusi nel loro falso puritanismo, avevano eretto verso il mondo dei peccatori e degli impuri. Gesù ci sostiene nel nostro cammino di “conversione” perchè, anche se veniamo da un’esperienza di peccato, possiamo sempre sperimentare anche noi, i frutti della Redenzione, e ravvivati nella fede, vivere nella certezza di una vita nuova in Lui. Ci sia di sprono in questo, anche la Parabola del “Padre Misericordioso” (Lc 15, 11-32), dove al ritorno del figlio perduto, il Padre “gli corse incontrò, lo baciò, lo rivestì
degli abiti migliori, e fece preparare per lui un grande banchetto, facendo ammazzare il vitello grasso”. Anche noi, volendo, possiamo approntare in questi restanti 32 giorni, che ci separano dalla Pasqua, i preparativi per il “banchetto” e la “festa”, sull’esempio di Gesù: “Medico” che accoglie e guarisce ogni “Malato”. Anche nella nostra Chiesa, siamo chiamati a frequentare ed accogliere tutti, anche i pubblicani e i peccatori, non certo per confermarli nel peccato, ma per provare ad aprire il loro cuore alla conversione, nella consapevolezzache “Ammonire i peccatori, è una delle 7 opere di Misericordia Spirituale. Il Cristianesimo vero, non è una dottrina, bensì una Persona: Gesù Cristo. Ancora oggi, Lui rivolge ad ognuno di noi, questo meraviglioso (e pressante!) Invito: “Seguimi!” Come Levi, che ha lasciato tutto e lo ha seguito, così anche per noi, la risposta alla sua Sequela, pronta e sincera, rappresenti il gesto di uno che, come Matteo, ha scoperto il vero “tesoro nel campo” della sua vita, e sentendosi “attenzionato”, si è alzato, e ha trovato
l’agognata “Perla Preziosa”. (Mt 13, 45). Auguro a tutti di cuore,
un sereno e buon cammino Quaresimale.
don Michele Romano
