
SEGUIRE GESÙ:
ASPRO È IL PERCORSO, MA RADIOSA LA MÈTA.
Il Vangelo di oggi (Lc 9, 22-25), ci ricorda che due sono le Vie da scegliere in questo “Tempo Forte” di Quaresima. Partiamo da una consolante Verità: “Il Signore ci ha creati “liberi e pensanti”, proprio come Lui (del resto, ci ha creati “a sua Immagine e Somiglianza” –
Gen 1,26), per cui, è chiaro che “non obbliga” nessuno, ma solo “propone”: “Vedi, io pongo davanti a te la vita e il bene, la morte e il male” (Dt 30, 15). Quindi: O fare il bene, e qui Dio quasi ci supplica, di “scegliere la Vita…”, amando Lui, con tutto noi stessi…, O fare il male, assecondando gli istinti del cuore, vivendo secondo i nostri capricci, da dissoluti…, che è la via della Perdizione: “Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà” (Lc 9, 24a). Gesù ci mette in guardia contro l’illusione, che ci porterebbe a scegliere la Via più facile: “Larga è la porta che conduce alla perdizione” (Mt 7, 13), quella cioè, dei “vantaggi immediati” (“Accumulo di beni” ad esempio!), col rischio di perdere la nostra vita per sempre. Ora, in questi restanti 39 giorni di Quaresima, diamo valore ad ogni giorno, perché tutti siamo invitati dal Signore, a percorrere “il Sentiero della Croce, la “Via Crucis”: “Se qualcuno vuole venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua” (Lc 9, 23). “Prendere la croce”, equivale a saper rinnegare sè stessi; Questo, è l’unico modo per “salvare” la nostra vita. Sta proprio qui, il paradosso di seguire il Signore Gesù. Nella sua
“Kènosi” (“Abbassamento”): “Non ritenne un privilegio essere come Dio, ma umiliò se stesso…” (Fil 2, 6-7), ed ha abbracciato la Croce, simbolo: Sia per i Romani,
che per gli Ebrei, dell’Umiliazione più ignominiosa. Gesù l’ha abbracciata sol perché ci “Ama”. Ecco perchè, come per Cristo, anche per noi Cristiani, la via del Regno rimane sempre quella della Croce. Non possiamo “salvarci da soli”, dobbiamo sempre affidarci a Lui e “perdere” la vita per Lui, per ricambiare l’ Amore che Lui, ha avuto per noi: “Lui ci amato per prima, e ha dato se stesso per noi” (Gal 2, 20). Noi siamo chiamati a imitare questo Amore “totale è liberante”, anche se la Croce non fa piacere a nessuno. Del resto anche Gesù, ne avrebbe fatto volentieri a meno, se non fosse stata l’unica Via per la nostra salvezza: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà” (Lc 22, 42). Ecco perché siamo invitati ad andare fino in fondo, ad osare sempre, e a non mollare mai! Tuttavia, attenti, perché il Cristiano non è un “autolesionista”, ma è una persona che ben conosce il valore della “Penitenza”, che sceglie, cioè, di seguire la “Via” del Maestro, senza tentennamenti, perché sa, che la Vita vera ed eterna, vale tutto questo. In un mondo in cui tutti blàterano, aspirando all’auto-realizzazione, questo tempo di Quaresima, autentico tempo di
“Vivificazione” della nostra Fede, più che di “Mortificazione”, ci insegni a saper “rinnegare noi stessi”, e ci aiuti ad andare all’essenziale delle cose, a saper discernere ciò che ci è indispensabile per vivere, consapevoli che il “perdere la vita”, per Amore a Dio e ai Fratelli, è l’unica cosa che conta: “Quale vantaggio ha un uomo che guadagna il mondo intero, ma poi perde o rovina se stesso?” (v 25). Auguro a tutti di cuore, un sereno e Santo cammino Quaresimale.
don Michele Romano
