Commento al Vangelo di oggi

DIO, NON DA MAI “SEGNI” DI POTERE, MA SOLO DI AMORE.

Il Passo odierno del Vangelo,
(Mc 8, 11-13), ancora una volta, ci descrive l’ennesima subdola richiesta dei Farisei a Gesù, quella di ottenere un “segno dal cielo” (v 11b). Naturalmente la loro, è una richiesta solo “strumentale”, perché non cercano mica la Verità, ma mirano soltanto ad avere “un’arma”, per poterlo di che accusare, “mettendolo – così – alla prova” (v 11c). Gesù risponde, con un “sospiro profondo”, dichiarando che: “a questa generazione non sarà dato alcun segno” (v 12). Vista la loro durezza di cuore, e sopratutto la loro “cecità”, perché incapaci riconoscere i “segni” già dati loro (Come la “Moltiplicazione dei pani” – Mc 8, 1-10), ecco che Gesù, a questo punto, li lascia, salpando per l’altra riva, proseguendo il suo cammino. Questa sua decisione, di lasciarli ed andarsene, simboleggia il non potersi confrontare con chi non vuol comprendere, perché la vera Fede, non è questione di “segni grandiosi”, ma di disponibilità interiore, aprirsi cioè, alla presenza di Dio, che invita i “Credenti” a seguirlo, oltre le barriere della diffidenza! Certo, Gesù, non nega l’esistenza dei “segni”, ma rifiuta di darne a chi non vuole “vedere”, soprattutto, perché il “Segno” più eloquente, è già dato nella sua Persona, e solo chi ha un cuore aperto, sa riconoscere Dio anche nelle piccole cose, e non solo nei miracoli eclatanti. Ma chiediamoci: Quante volte anche noi, mettiamo alla prova il Signore? Un pò, come se dicessimo a Gesù: “Se vuoi la nostra Fede, devi soddisfare le nostre richieste!” Di fronte a questa Fede, alquanto “Interessata”, neanche a noi il Signore concederà un “segno!”, perché importante non sono i Miracoli, ma la Fede! Percio’ Gesù, ha sempre lodato
le persone che si avvicinavano a lui, con Fede. Come non ricordare, ad
esempio, quel Papà, disperato ma fiducioso, che chiese la guarigione di suo figlio, posseduto dal demonio? E Gesù che gli rispose: “Tutto è possibile a colui che crede!” (Mc 9, 23).
A tal proposito, Papa Francesco, ebbe a commentare: Come sarebbe bello, se anche noi, ci ponessimo due fondamentali domande:
1)- So “riconoscere” i tanti doni, che ho ricevuto gratuitamente nella mia vita dal Signore, quali “segni” della sua bontà e misericordia? Ecco a questo punto, l’insorgere della 2a domanda: Ed ora, io, cosa devo fare per Gesù? Forse rispondendo a queste due domande, riusciremo a “purificare” la nostra Fede, spesso solo “interessata”
(Vedi la Logica imperante del “Do ut Des”), fidandoci di un Dio che ci ama, riconoscendolo vivo, presente e operante in noi e accanto a noi. Fidiamoci, pertanto, del Signore, noi che abbiamo conosciuto la sua grandezza e la sua tenerezza, nella persona di Gesù: Lasciamolo “lavorare”, evitiamo di metterlo sempre alla “sbarra”, ponendo tragicamente assurde e pretestuose condizioni. Chiediamo, infine, una Fede più semplice, più libera, e più vera. Per questo Preghiamo: “Tu, o Signore, sei un Dio Adulto, e da Adulti ci tratti, che Tu possa essere Benedetto nei secoli! Amen. Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa giornata.

Don Michele Romano

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