Commento al Vangelo di oggi

QUANDO IL RITUALISMO, DIVENTA UN ALIBI…!

Nel capitolo 7, del Vangelo secondo Marco, mediteremo su quattro Brani, legati da un comune filo conduttore: Da una parte, la “purità rituale”, sostenuta dai cosiddetti “Rappresentanti della Fede” in Terra Santa; Dall’altra, l’Autorevolezza di Gesù, che consegna ai suoi discepoli (Di allora – di oggi – e di sempre), lo stile di vita per chi aspira a raggiungere il Regno, dichiarando che: la “vera contaminazione” dell’uomo, è quella che si trova dentro di lui, nel suo cuore: “Bene ha profetato Isaia di voi ipocriti…: Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me…” (Is 29, 13)! “Comprendete bene! Non c’è nulla fuori dell’uomo che, entrando in lui, possa renderlo impuro. Ma sono le cose che escono dall’uomo a renderlo impuro” (v 15). Nella pericope di oggi (Mt 7, 1-13), troviamo
l’arringa degli Scribi e dei Farisei, che rimproverano tutti coloro che non seguivano “nei dettagli”, la “Tradizione”, che imponeva il rispetto della “Kashrùt”, ovvero, la normativa che sostenevano, essere radicata nella Legge! Ma Gesù taglia corto, e si scaglia contro questa autentica “manipolazione” della Legge, e soprattutto, contro l’inganno, e
l’errata interpretazione del 4º Comandamento: “Siete veramente abili nel rifiutare il Comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione” (v 9). Infatti, gli Scribi, insegnavano che i figli che offrivano al Tempio, “danaro e beni”, facevano la cosa migliore. In questo modo, accadeva, che i Genitori, non potendo più disporre di tali beni, in pratica, venivano ridotti alla fame (mentre loro si arricchivano sempre più!). Gesù, autentico interprete della Legge, spiega il vero senso del 4º Comandamento, confutando l’errore del fanatismo, giudeo: “Mosè, infatti, disse: Onora tuo padre e tua madre (v 10). Ora, questo importante Verbo: “Onora” (Da non confondere con: Amare – Rispettare – Volere bene, ecc., che pure sono significativamente “iclusi”, ma esso, letteralmente significa: “Rendere Felici”), un Verbo, cioè, che “Ricorda” ai figli, le responsabilita’ che hanno verso i Genitori. Infatti, secondo le loro possibilità, devono poter offrire loro, ogni aiuto: materiale e morale, negli anni della loro vecchiaia, nei periodi di solitudine, di malattia, o difficoltà. Gesù, ci ricorda, che questo è un dovere di “riconoscenza”, che dobbiamo avere verso di loro: Vuoi per il dono della Vita che ci hanno trasmesso, e soprattutto per i tanti Sacrifici, che hanno fatto per noi figli (E dei quali, non abbiamo contezza alcuna!), perché potessimo crescere: In “Età” (Nutrendoci), “Scienza”, (Facendoci studiare), e “Grazia” (Con tutti i loro buoni Insegnamenti). Questo, è quanto ci ricorda l’Autore del Siràcide: “Ricorda che Essi ti hanno generato: Che cosa darai loro, in cambio di quanto ti hanno dato?” (Sir 7, 27). Ed ancora dice la Scrittura: “Chi onora il Padre, viene purificato dai suoi peccati; Chi rende gloria alla Madre, è somigliante a colui che accumula un tesoro” (Sir 3, 3-6). Chiediamo, pertanto, al Signore, che non venga mai a mancare il vero Amore, che dobbiamo avere verso i Genitori, e col nostro buon esempio, trasmettere agli altri, questo fondamentale e dolce “Dovere”! Auguro a tutti, di cuore, una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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