Commento al Vangelo di oggi

LA COMPASSIONE DI DIO !

Il Vangelo di oggi (Mc 6, 30-34), anche se in pochissimi versetti, ci offre la concreta possibilità, per poter ammirare e contemplare, la “Compassione”, e la “Tenerezza” di Gesù, Maestro e Signore! E’ come se Gesù, oggi, fosse “schiacciato” tra due urgenze: Da una parte, l’esigenza di riposo per i suoi, che sono stanchi, perché appena ritornati dalla Missione, e dall’altra, c’è la Folla, che lo cerca ansiosamente. Il comune denominatore, è la sua estrema attenzione, ai bisogni degli altri. Gesù, è una persona completamente libera da sé, infatti non pensa mai a sé stesso, ma solo al vero bene delle persone che incontra. Questo significa avere occhi e cuore, per chi abbiamo accanto! Al vedere la folla che lo cercava sofferente, perché erano: “Come pecore senza pastore” (v 34b), Gesù comprende bene, il bisogno di quella Gente: Non è solo un bisogno materiale, ma necessitano della Parola di Dio, di ascoltare la Verita’, di una parola di Luce, nella fase del loro smarrimento e dell’insicurezza, capace di indirizzare la propria vita…, E fu così, che “si mise ad insegnare loro molte cose” (v 34c). Quante volte, nei Vangeli, è menzionata questa “Compassione” di Gesù (Da “Cum-patio”- “Soffrire con”…!): Davanti alla vedova di Nain, “Fu preso da grande compassione per lei” (Lc 7, 13); Il Padre, del figlio prodigo, nel vederlo ritornare, “ebbe compassione”
(Lc 15, 20); Come del resto, il buon Samaritano (Lc 10, 33), che “vide ed ebbe compassione”
del povero malcapitato! Una “Tenerezza”, quella di Dio, già preannunciata dal Profeta Isaia: “Si dimentica forse una donna del suo bambino, così da non commuoversi per il figlio delle sue viscere? Anche se costoro si dimenticassero, io invece non ti dimenticherò mai” (Is 49, 15). Di tutto questo, possiamo dire, che Gesù, ne è stata la Rivelazione Piena: Per la sua attenzione, soprattutto versi poveri, gli umili, i peccatori, ecc., e nel Vangelo di oggi, in modo particolare, verso questa Folla che lo segue, perche’ ha intuito in Lui, Uno che sa capire i loro bisogni più profondi. Tutto questo, deve sempre interrogarci, perché noi a volte, non riusciamo a “vedere”, nemmeno i bisogni evidenti, delle persone che ci stanno accanto! Spesso, forse, non lo facciamo per cattiveria, ma solo perché siamo distratti da altri interessi, o viviamo con troppa superficialità! Ma se questo vale per ogni Cristiano, ancor di più, deve valere per noi, Sacerdoti della “Sua” Chiesa, che pure “Titolandoci” in svariati modi: “Alter Christus”, o “In Persona Christi”, ecc., siamo chiamati, proprio come Chiesa, ad essere, innanzitutto, ben “nutriti” e “formati” dalla Parola, perche’ si sa: “Nemo dat, quod non habet”! (Nessuno è in grado di dare, ciò che non possiede!). Diversamente, il Signore, ci accuserà di responsabilita’ e disordine: “Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo. Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati”
(Ger 23, 1.2b). Oggi, e ne siamo tutti consapevoli, viviamo in una Società, sempre più scristianizzata, dove i poveri vengono emarginati, i deboli vengono calpestati, gli umili e i semplici, sfruttati e manipolati. Di fronte alla nostra incuria, non esente da penose conseguenze, a tal proposito, il Profeta Geremia ci ammonisce: “Io vi punirò per la malvagità delle vostre opere.
Oracolo del Signore” (Ger 23, 3-4a), ecco che giunge, finalmente, la decisione di Dio: “Radunerò io stesso il resto delle mie pecore…, costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi”
(Ger 23, 3-4). Quella Folla, sicuramente, avrà sentito dire a Gesù: “Io sono il Buon Pastore…,Conosco le mie pecore…”!
(Gv 10, 8-14), ed ecco, allora, che ne intuisce la “novità”, ed accorre a Lui in massa! Prima di dar da mangiare, tuttavia, Gesù insegnava con “Parole di vita eterna”! Che anche questo sia, per tutti noi, un vero programma di vita: Promozione umana ed Evangelizzazione, perche’: “Non di sono pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”
(Mt 4, 4). A noi,
quindi, il compito di esserne ogni giorno: “Testimoni Responsabili e Coraggiosi, ma soprattutto, “Credibili”. Giunga a tutti l’Augurio, d’una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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