Commento al Vangelo di oggi

“ORA POSSO ANCHE MORIRE: I MIEI OCCHI HANNO VISTO LA SALVEZZA”!

Sono ormai trascorsi 40 giorni dal Natale, ed oggi nella Festa della “Presentazione del Signore Gesù al Tempio”
(Riportata soltanto nel Vangelo secondo Luca!), con Simeone e Anna, il brano del Vangelo (Lc
2, 22-40), ci fa meglio comprendere che, oggi, tutta l’attesa di Israele, viene a compiersi. Gesù è riconosciuto come il Messia, tanto Atteso: “Luce delle nazioni”; “Gloria di Israele; ma anche “Segno di contraddizione”, con la preannunciata sofferenza di Maria (“Anche a te una spada strafiggerà l’anima”- v 35), e l’oblazione della Croce, che porterà la Salvezza, che “Dio ha preparato davanti a tutti i popoli”. E qui, mi piace sottolineare, ancora una volta, la grande “serietà” di Dio: Per la presentazione del suo Figlio, in obbedienza a quanto prescriveva la Legge, la quale ordinava la “circoncisione” di ogni primogenito maschio, col cruento e doloroso “segno”, che consisteva nel taglio del “prepurzio”, quale “Consacrazione” e riconoscimento
della subalternità al Dio di Israele (Es 13,1); L’imposizione del nome al Bambino, per essere ascritto ad una Discendenza. (Per Gesù, alla Stirpe Davidica); E la “Purificazione” rituale della Madre (Con la sua “riammissione” nella vita sociale e liturgica!)…;
Ecco, per tutto questo, da parte di Dio, non c’è stata alcuna preparazione! Non ci sono stati Tappeti, non si sono viste Bandiere, né Ghirlante o Scudi, ma solo una semplicità disarmante. Giuseppe e Maria, attraversano, in solitudine, lo spiazzo antistante il Tempio, portando in braccio Gesù Bambino. Non c’era nessuno ad accoglierli, eppure stava entrando nel Tempio: “Il Re della Gloria” (Sal 24, 7). Paradossalmente, c’è da chiedersi: Ma dov’erano finiti tutti i Sacerdoti, gli Scribi,
i Farisei, i Sadducèi, i Levìti, ed i grandi Dottori della Legge? Ma lo Spirito Santo, nei suoi imperscrutabili disegni, “che soffia dove vuole” (Gv 3, 8). aveva, misteriosamente partecipato, questo “Lieto Annunzio”, unicamente a questo povero uomo, Simeòne, uomo semplice, ma “giusto” e pietoso, che aspettava la consolazione di Israele” (Lc 1, 25), preannunciandogli, che non avrebbe visto la morte, senza prima aver veduto il Cristo del Signore” (v 26). Oggi, “mosso dallo Spirito”, è salito al Tempio, è andato incontro Maria e Giuseppe, ha preso il Bambino in braccio, e benedisse Dio dicendo: “Ora puoi lasciare o Signore, che il tuo servo, vada in pace, secondo la tua parola. Come a dire: ora posso anche morire, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza…! (vv 29-30). Anche nelle nostre pratiche religiose quotidiane, purtroppo, sono poche le persone che si “accorgono” della Presenza di Gesù in Chiesa. Simeone Lo accoglie come promessa, e realtà di Salvezza mentre la Profetessa Anna, lo saluta con la sua silenziosa preghiera. Queste due persone: semplici e giuste, ci sono di grande esempio: Ci insegnano a vivere le nostre giornate, con costanza e impegno. Mai perdere la Fiducia, di vedere realizzate anche per noi. Le Promesse di Dio. Tuttavia, senza scoraggiarci, perché Gesù: è la nostra Luce “per illuminare le genti” (Per noi Cristiani, oggi, è proprio, la cosiddetta Festa della Candelòra), pertanto, abbandoniamoci e fidiamoci dello Spirito Santo, che ci darà la forza, per superare ogni incomprensione, ed essere ammessi, anche noi un giorno, nel Tempio della sua Gloria, per intercessione della Vergine madre. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa Festa della Candelòra.

don Michele Romano

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