Commento al Vangelo di oggi

DIO CI SALVA, NON “DALLA” TEMPESTA, MA “NELLA” TEMPESTA !

Ancora oggi, purtroppo, viviamo in un mondo, dove è facile, in nome di una “Fede”, o di una “Appartenenza religiosa”, creare steccati e alzare “muri” di divisione, rendendo di fatto, inaccessibili, ogni via di dialogo o possibilità di comunicazione (E le tante guerre del nostro tempo, ahimè, ne sono una tragica conferma!). Nella pagina del Vangelo di oggi (Mc 4, 35-41), Gesù invita i suoi, a “passare all’altra riva” (v 35b), quasi “spingendoli”, ad andare verso i territori pagani. Bisogna avere questo “coraggio”, ovvero, di saper valicare i confini, remando insieme alle altre barche, affrontando i rischi di una traversata, dove spesso (e qui, siamo alla metàfora della nostra vita!), possono sollevarsi venti di tempesta e flutti impetuosi, che rischiano di far affrontare le “barche” della nostra esistenza! Gesù fa “tacere” questi venti, e nel contempo, rimprovera anche i suoi, per la poca fede e il poco coraggio, manifestato nel pericolo: “Perché avete paura? Non avete ancora fede? (v 40). Ma, anche quando ci sembra che il Signore “dorma”, Icona di un “Silenzio”, che non è mai “Assenza”, Lui veglia costantemente su di noi, sui nostri momenti di difficoltà, anche quando infuriano le tante tempeste, e la paura ci attanaglia! Se Gesù, è nella “barca” della nostra vita, non abbiamo nulla da temere, affronteremo le piccole e grandi tempeste del nostro quotidiano, con la consolante certezza, di poter sempre orientare la “prua”, verso quel “Faro luminoso”, che è la sua Presenza. Infatti, Gesù, ci ha promesso: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,
20b). È pur vero che i discepoli, in un certo senso, han “fallito” l’esame (Si evinge, abbiamo visto, dalla disamina di Gesù: “Non avete ancora fede?”), ma l’esperienza vissuta, non risulterà vana, perché susciterà in loro, quella domanda fondamentale, che campeggia poi, in tutto l’Evangelo: “Chi è dunque costui, che anche il vento e il mare gli obbediscono?”
(v 41b). Ecco allora, l’insorgere di una Fede matura, che sa “fidarsi”, anche di un Gesù, che “apparentemente”, è disinteressato, anzi: “Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva” (v 38a). Ma il suo vero discepolo, accetta anche di andare a fondo con Lui (“Morire con Cristo”), nella speranza- certezza, di “emergere” anche con Lui, a vita nuova (“Vivere anche con lui” – ci dirà San Paolo – 2Tm 2, 11), consapevoli, che Dio ci salva sempre, ma non “dalla” tempesta, bensì “nella” tempesta. Infine, poi, l’Evangelista Marco, ci offre un particolare interessante, quando descrive Gesù, che “dorme sulla poppa” che sappiamo essere, la parte posteriore della barca, e che in caso di annegamento, è quella che va a fondo per prima. A dire che Gesù, ci precede nel “naufragio” della morte, e nel risveglio della Risurrezione, per esorcizzare le tante paure, e suscitare in noi, una Fede “fiduciosa” ed operativa. Per questo, mi piace, quì ricordare, il “coraggioso” grido, di San Giovanni Paolo II, all’inizio del suo Pontificato: “Non abbiate paura…!” (P.zza Sa Pietro, 1978), con la consolante certezza, che Gesù è sempre con noi, sempre fedele alle sue Promesse! Altro che un Dio, amante del “sonno!” Auguro a tutti di cuore, di trascorre una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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