
CON LA MISURA CON LA QUALE MISURATE, SARÀ MISURATO A VOI.
Nel brano Evangelico di oggi (Mc 4, 21-25), Gesù ci invita a non chiudere gli occhi, dinanzi alla Luce, che deve essere sempre posta in alto, sul candelabro, per goderne bellezza e luminosità! Tuttavia, ci viene richiesta una grande capacità di “Ascolto”: “Ascolti il saggio e aumenterà il sapere” (Pr 1,5). Oggi ci viene così proposta, la prima delle tre importanti “definizioni”, che caratterizzano. la Parola di Dio: “Lampada ai miei passi è la tua parola” (Sal 109,105). La seconda definizione, la troviamo in Eb 4, 12-13: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio!” L’ultima definizione, afferma che, la Parola di Dio: “Infatti, è come la pioggia e la neve (che) scendono dal cielo e non vi ritornano senza avere irrigato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare…”
(Is 55, 10). Per essere davvero “luminosi”, è richiesta una limpidenza e trasparenza di vita, che ci rende autentici e sinceri, coerenti e credibili, perché chi rifiuta “l’Ascolto” – ci ammonisce il Libro dei Proverbi – è come il “beffardo che cerca la Sapienza, va invano! (Pr 14, 6). Gesù ci esorta ad esser sempre e comunque misericordiosi: “Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso” (Lc 6, 36), vuole che, come suoi discepoli, impariamo a “sposare” lo sguardo di Dio sugli altri, anche perché Lui è attentissimo, ai nostri “giudizi” sugli altri, che considera grave ostacolo, alla presenza del Regno! Ma noi, ahimè, spesso incuranti di tutto cio’, quanti giudizi approssimativi e temerari, esprimiamo verso gli altri, incuranti di usare una “misura”, che può rivolgersi, poi, contro noi stessi! Per comprendere tutto questo, teniamo a mente la Parabola del Seminatore: Il seme della Parola, non va tenuto nascosto, o soffocato, ma va lasciato nella condizione di crescere e portare frutto un Dono che, germogliando nel segreto di noi stessi, porterà frutti fuori di noi. Non basta molte volte, ascoltare solo belle parole, se in noi non c’è la volontà di cambiare. Occorre far splendere la “Luce” di Cristo nella nostra vita, la sola che davvero può cambiare le nostre scelte, e illuminare le nostre “tenebre” interiori. Per la vera gioia, quindi, non basta solo Fare ciò che amiamo, ma dobbiamo anche Amare, ciò che facciamo! Ciascuno di noi, “riempie” se stesso, in base a cio’ che Ascolta. Gesù ci mette in guardia da ciò che, invece di nutrici, ci toglie la vita: “Fate attenzione a quello che ascoltate” (v 24). La Luce “nascosta sotto il moggio o sotto il letto” (v 21a), è come il seme della Parola, che non porta frutto, “soffocato dalle preoccupazioni del mondo” (Mc 4 19b). Tuttavia, Dio,
nella sua grande Misericordia, ci dona sempre il suo Amore. Ma chiediamoci: Noi, cosa ne facciamo di questo meraviglioso Dono? La nostra Fede, pertanto, non può rinchiudersi nelle nostre “sagrestie”, occorre invece farla “brillare” sulle strade, e nelle scelte della nostra vita quotidiana, soprattutto oggi, in questo nostro mondo, che ne ha tanto bisogno! Auguro a tutti di cuore, di trascorrere una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
