Commento al Vangelo di oggi

IL SEMINATORE
SEMINA LA PAROLA

Anche oggi, la pagina del Vangelo (Mt 4, 1-20), ci presenta Gesù che narra: “La Parabola del Seminatore”. Una “semina” che ancora oggi, è di grande attualità. Anche ai nostri giorni, infatti, il Signore non smette mai di “seminare”: C’è sempre una grande moltitudine che Lo ascolta, sia per mezzo del suo Vicario – il Papa – dei suoi Ministri e…dei Suoi fedeli Laici, perché Lui invita tutti a partecipare alla sua Missione! Nella Parabola di oggi, Gesù paragona il Regno di Dio ad un “seme” gettato nella terra, che germoglia e cresce da sé, evidenziandone la sua forza intrinseca e misteriosa! Si parla, tuttavia, di una diversità di tipi di terreno: Strada, Pietre, Spine, e Terreno buono, che rappresentano i diversi modi, in cui la Parola viene accolta, riflettendo le tante nostre “risposte” alla chiamata divina: C’è chi l’accoglie immediatamente (Il “seme” nel terreno buono), mentre gli altri necessitano di tempi diversi, ma tutti siamo chiamati a produrre frutti di santità! Certo, possiamo sempre contare sull’aiuto dello Spirito Santo, ma sono necessarie, altresì, la nostra Diligenza (“Non essere terra superficiale”), la nostra costante Preghiera (“Una vita di Amore”), e lo Spirito di povertà e di distacco (“Da tutti i beni materiali”), per evitare di “annegare” nelle preoccupazioni di questo mondo (Strada- Sassi- Spine!), che ci impediscono di portare i frutti sperati, siano essi: “il trenta, il sessanta, il cento per uno” (v 8b). Una cosa è certa: Dio semina sempre “qualcosa”, e con grande “fiducia”, nella nostra vita – nonostante noi – sia che siamo “duri” nel nostro cuore, come la “strada”, o “incostanti e superficiali” come il terreno “sassoso”, o “soffocati” dalle tante preoccupazioni umane, come il terreno “spinoso”. Stare “in ascolto”, allora, è l’atteggiamento interiore del vero credente! Ecco perché la Parabola di oggi, ci invita ad aprire il “Cuore” (Metàfora di ogni “tipo” di terreno), e la mente, per accogliere il “seme” della sua Parola, che sempre deve accompagnare e sostenere, il cammino della Chiesa e di ogni discepolo del Signore. Una Parola, che può dare luce e forza, a tutti coloro che cercano la Verita’, indicando loro la via della “Fedeltà”. Interessante notare, inoltre, come la Parabola cominci con Gesù che dice: “Ascoltate” (v 3a), e alla fine, termina dicendo: “Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti” (v 9). Da questo capiamo, come il vero intento della Parabola, è indubbiamente, la “ricerca”. Un pò, come se Gesù dicesse: “Cercate di capire!” Ogni Parabola, cioè, non dà tutto, già realizzato, ma induce a riflettere e scoprire il suo intento, come oggi ad esempio, a partire dalla propria esperienza personale del “Seme”. Induce, inoltre, alla creatività e alla partecipazione, perché, ogni Parabola, volendo parafrasare: Non dà acqua imbottigliata, bensì conduce alla fonte! Gesù, infine, spiega la Parabola ai suoi discepoli, meravigliandosi peraltro, della loro “ignoranza”: “Non capite questa parabola e come potrete comprendere tutte le (altre) parabole?” (v 13). Ma più avanti, l’Evangelista Marco, chiarisce che Gesù, “usava parabole ed annunciava loro la Parola come potevano intendere…, ma in privato ai suoi discepoli spiegava ogni cosa”(Mc 4, 33). Questo perché, ogni Parabola, nel contempo: “Rivela” e “Nasconde”! “Rivela”, a coloro che “sono attorno a lui” (v 10a), e accettano Gesù, come Messia – “Servo”; ma si “Nasconde” a coloro che sono “fuori” (v 11b), ed insistono nel considerarlo, il Messia, ma quale Re grandioso! Ecco perché, pur comprendendo le immagini della Parabola, tuttavia, non riescono a coglierne il significato: “Guardino, sì, ma non vedano, ascoltino, sì, ma non comprendano…”(v 12). Mi piace, a questo punto, concludere questa nostra Riflessione sul Vangelo di oggi, con questa meravigliosa Preghiera: Dio onnipotente ed eterno, guida i nostri atti secondo la tua volontà, perche’ nel nome del tuo diletto Figlio, portiamo frutti generosi di opere buone! Per Cristo nostro Signore. Amen. A tutti, giunga l’Augurio, di trascorrere una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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