
GESÙ, NON ACCETTA COMPROMESSI
L’entusiasmo, che in questi giorni, la folla ha attribuito a Gesù, accende sempre più il furore dei suoi oppositori. Nella prima parte del Vangelo di oggi (Mc 3, 20-21), nel ritorno alla casa di Cafàrnao, l’Evangelista Marco, ci fa cogliere questo primo sintomo di tensione, tra Gesù e il suo “ambiente parentale”
(“Allora i suoi…”, v 21a) e vuole insegnarci che non bastano:
Nè il “buon senso” (Ridurre Gesù ai nostri “schemi”); Nè la vicinanza fisica, nè legami di parentela, per comprendere in pienezza, il mistero di Cristo, tant’è che arrivano persino, a dire di Lui: “È fuori di sé” (v 21b). Ancora una volta, viene a trovare conferma, l’antico Proverbio, citato anche da Gesù: “Un profeta, non è disprezzato, se non nella sua patria e in casa sua” (Mt 13, 57b). A questo punto, si impone per tutti noi, un serio esame di coscienza: Quante persone vivono accanto a noi, che, abbiamo sempre a portata di mano, e magari sono “Luce” per la nostra vita, e noi, anziché gioirne…, cosa facciamo? Giù con le critiche e i giudizi negativi. Sembrano riecheggiare gli insulti rivolti a Gesù, sul Gòlgota: “Scenda ora dalla Croce, perché vediamo e crediamo” (Mt 15, 32). Impariamo dall’integrità di Cristo, nel patire e sopportare, queste grandi diffamazioni e calunnie, nella consapevolezza che un giorno altri si faranno beffe di noi: “Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi” (Gv 15, 20). Un cristiano che vive radicalmente la logica del Vangelo, è facile che venga additato come “pazzo” o “esagerato”, ma è tipico dell’Amore (Verso Dio e verso i Fratelli), essere “totalizzante”:
“O tutto, o niente!”; Non esistono “mezze misure”: “O con me o contro di me – dirà Gesù – (Mt 12, 30); “I tiepidi, li vomito” (Ap 3, 16). Tutto questo ci insegna, che:
Gesù, non accetta compromessi.
È lo scandalo dell’Amore:
O l’Amore uccide l’Io, o l’Io distrugge l’Amore! Gesù, notiamo, che è incompreso anche dai suoi “parenti”, che a modo loro, cercalo di prenderlo, per riportarlo, a loro dire, alla “normalità”,
anzi – commenterà Mons. V. Paglia – alla piattezza dell’indifferenza!, perché considerato “troppo” buono, “troppo” accogliente, quasi uno “sprovveduto”, che avrebbe potuto anche meglio scegliere chi salvare: “Non certo i pezzenti o i lebbrosi.
E quante volte (E qui facciamo bene, a recitare un “mea culpa”), anche nelle nostre Comunità Parrocchiali, l’originalità di qualcuno, è vista con ostilità, per i tanti pregiudizi che, guarda caso, provengono proprio da chi, non sa fare altro che criticare per invidia e gelosia! Pertanto, prendiamo Gesù a modello della nostra vita, del resto Lui ha sempre rifiutato di essere trattato come una “Star”, ecco perché vuole che la nostra Fede, abbia il “coraggio” della Verità. Non può, e non deve ridursi, ad un fatto privato, quasi “intimistico”. Pure in mezzo alla “folla”, è necessario vivere questa Testimonianza “coraggiosa”, dando così “ragione della speranza, che è in noi” (1Pt 3, 15b). Auguro a tutti di cuore, di trascorrere, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
