Commento al Vangelo di oggi

GESÙ…, L’AMATO: ASCOLTATELO.

Nel Vangelo di questa Domenica (Mt 3, 13-17), celebriamo la Festa del “Battesimo di Gesù”, Festa che chiude il Tempo Natalizio, e da domani inizia, la prima parte del Tempo Ordinario, fino all’inizio della Quaresima. In Tanti, Credenti e non, a riguardo di questo “Episodio” del Battesimo del Signore, piuttosto imbarazzante e “scomodo” (Tant’è che l’Evangelista Giovanni, neppure lo riporta!), molti si fanno tante domande: Perché Gesù, pur essendo senza peccato, quale Figlio di Dio, riceve comunque, il Battesimo da Giovanni?
Qual’è il significato profondo di questo Atto, che Gesù volle compiere, vincendo la stessa resistenza del Battista, per obbedire alla volontà del Padre:”Giovanni però voleva impedirglielo, dicendo: “Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?” (v 14).
Il senso profondo, di tutto ciò, emergerà solo alla fine della vicenda terrena di Cristo, cioè: nella sua Morte e Risurrezione! Facendosi battezzare da Giovanni, insieme con i peccatori, Gesù ha iniziato a prendere su di sé, il peso della “colpa” dell’intera umanità, quale “Agnello di Dio” che toglie (Ovvero: “Porta su di sé”!) il peccato del mondo. Opera che sappiamo Egli porterà a compimento, sulla Croce, quando riceverà anche il suo “Battesimo di sangue”! Morendo, infatti, Gesù si immerse nell’Amore del Padre, ed effuse lo Spirito, affinché noi tutti, potessimo “rinascere” da quella “Sorgente di Vita”: Nuova ed Eterna. In tanti, si sorprendono, tuttavia, che Gesù, il Messia e Figlio di Dio, l’Atteso delle Genti, dopo trent’anni di “silenzio”, non abbia dato inizio al suo Ministero pubblico, magari con un solenne discorso nella Piazza principale o nel Tempio di Gerusalemme, ma se si sia messo in fila con i peccatori, per farsi battezzare! Da qui comprendiamo, come da subito, Gesù Maestro, rivela il suo stile di vita: Solidarietà totale con ogni uomo, a partire dai peccatori. In tal modo svela il vero volto di Dio, quel volto solidale, che cammina col suo popolo. Un Dio che sa mettersi anche in fila, senza alcuna corsia preferenziale! Troppo spesso, anche noi, forse, ci siamo fatti un’idea (“Personale!”) di Dio: Perfetto e distante, freddo e calcolatore, seduto su una nuvola a dettare i comandamenti, e a pronunciare sentenze! Gesù, “frantuma” questa nostra immagine di Dio, con la sua vita, le sue parole e le sue scelte, incarnando il volto di un Dio che: Ha fame e sete – Si stanca e ha Sonno – Piange per un Amico – Ama e Perdona. Lui, Gesù (e solo Lui!), “è l’immagine del Dio invisibile”, ci dirà San Paolo (Col 1, 15). Noi, come Chiesa, oggi, dobbiamo continuare questa sua Missione: Scendere dalle nostre “Cattedre”; saper condividere la vita della gente; Sporcarci mani e scarpe; Saper ascoltare, accompagnare, ed accendere la Speranza, in tanti cuori attanagliati dal dolore o dalla povertà. In definitiva: Condividere lo “stesso odore delle Pecore”, come diceva Papa Francesco. Anche oggi, Gesù, il nostro Salvatore, non si stanca mai di “cercarci”, addirittura, ci sorprende sempre, come accade a Giovanni Battista, che, pure attendeva un Messia Potente e Fustigatore, come del resto diceva la Tradizione, e l’ha cercato nell’arido deserto di Giuda, sulle sponde del Giordano, ma rimarrà sorpreso, vedendolo venire col capo chino, mischiato con tutti, in fila con i peccatori, confuso tra la folla, ed è per questo, che gli dirà: “Tu vieni da me…?” Quasi a voler dire: Com’è possibile? E Gesù, certamente sorridendo, gli risponde: “Lascia fare per ora… (Dio sa!), perché conviene che adempiamo ogni giustizia”(v 15). Il termine “Giustizia”, sia nell’Antico Testamento, che nel Nuovo, riveste il significato di “Fedeltà”: Fedeltà all’Alleanza! Anche noi, saremo “Giusti”, quando siamo fedeli a questa Alleanza, non con un Messia potente, ma con un Messia d’Amore, non di dominio, ma di Servizio. Il nostro Battesimo (e di questa Verità, ne siamo consapevoli), ci ha resi tutti, figli di Dio, ma di un Dio Amore, che Gesù ci ha insegnato a chiamare: “Abbà” (Papà): Cioè, un Dio “Buono”. Il Battesimo, rende tutti noi, anche se, umanamente, apparteniamo a Famiglie diverse, tutti “figli” dello stesso Padre Celeste, divenendo, così, la grande Famiglia di Dio, che ogni giorno può permettersi di pregarlo, invocandolo: “Padre nostro!” Auguro di cuore a tutti, una serena e Santa Domenica.

don Michele Romano

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