
LA “PREDILEZIONE” DI DIO.
Il brano del Vangelo di oggi (Lc 4, 14-22), spesso viene interpetrato in modo erroneo! Al contrario di Marco e Matteo, che leggono l’identificazione di Gesù: “Non è costui il figlio di Giuseppe…?”(Lc4, 22); e: “Non è costui il figlio del falegname?”
(Mt 13, 55a), con espressioni dal tono, chiaramente “dispregiativo”, Luca, invece, sottolinea una prospettiva diversa. Infatti, inizialmente, Gesù, per i Giudei, è un Profeta ammirevole, è un loro Compaesano, “appartiene a loro” (Quindi – pensavano – farà Miracoli anche per loro..!), ma appena Gesù, contrasta questo loro “atteggiamento possessivo”, è allora, che l’iniziale Affetto: “Gli rendevano lode” – v 15b; “Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati…” – v 22a), ben presto si trasforma in Odio violento: “Tutti nella Sinagòga si riempirono di sdegno…”, e volevano persino ucciderlo (Lc 4, 28-29). Tuttavia, Gesù, di fronte a questo “Rifiuto”, allarga l’orizzonte della sua Misericordia, e ne indica le future coordinate, di quella che dovrà, poi, essere l’autentica “Azione Missionaria” della futura Chiesa. In obbedienza al dettato Evangelico di Gesù, anche la Chiesa, dovrà: -Saper donare
la Gioia agli “Affitti”;
-La Libertà ai “Prigionieri”;
-La Vista ai “Ciechi”; -La “Liberazione agli Oppressi”! In tal modo, in Luca (Detto anche: il “Vangelo della Misericordia”), viene richiamato, secondo la Profezia di Isaia: “L’Anno di grazia del Signore…” (v 19), ma, notiamo, che non viene riportato, il versetto successivo: “il giorno di vendetta del nostro Dio” (Is 61, 2c), perché Gesù, ancora una volta, come nell’Antico Testamento, che in Lui, trova “Pienezza e Compimento”, predilige gli “Anawìm”, conosciuti come “I Poveri di Jahvè”, che in Elia ed Eliseo trovano esempi da imitare (Lc 4, 25-27). Ora, qui, mi chiedo: Ma la mia Fede, è in linea, con questa prospettiva Evangelica? O sono anch’io “prigioniero” di un sentimento religioso, tanto “possessivo”, da credere nell’esclusiva Predilazione di Dio, sol perché mi reputo cristiano e sono un praticante? Ma, attenti Fratelli miei, Dio non è circoscrivibile. Lui è il “Signore del Sabato” (Mt 12, 8; Mc 2, 28; e Lc 6, 5), ci sorprende sempre, e ci invita ad “andare oltre”, quelle che sono le nostre saccenze e presunzioni!
A noi, quindi, il compito “Missionario”, di essere capaci di farci “Prossimo” dei nuovi “Poveri” del nostro tempo, dietro i Quali, Lui “prediligge Nascondersi”: Emarginati, Diversamente Abili, Prostitute, Profughi, Anziani soli ed abbandonati, ecc., nella consapevolezza che: “Qualunque cosa, facciamo – o non facciamo – a loro…”, la facciamo – o non la facciamo- a Lui” (Mt 25, 40.45). Sarà questo, il modo di “Unirci” al Cuore di Cristo, superando i nostri egoismi, ed accogliendo la sua Carità. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.
LA “PREDILEZIONE” DI DIO.
Il brano del Vangelo di oggi (Lc 4, 14-22), spesso viene interpetrato in modo erroneo! Al contrario di Marco e Matteo, che leggono l’identificazione di Gesù: “Non è costui il figlio di Giuseppe…?”(Lc4, 22); e: “Non è costui il figlio del falegname?”
(Mt 13, 55a), con espressioni dal tono, chiaramente “dispregiativo”, Luca, invece, sottolinea una prospettiva diversa. Infatti, inizialmente, Gesù, per i Giudei, è un Profeta ammirevole, è un loro Compaesano, “appartiene a loro” (Quindi – pensavano – farà Miracoli anche per loro..!), ma appena Gesù, contrasta questo loro “atteggiamento possessivo”, è allora, che l’iniziale Affetto: “Gli rendevano lode” – v 15b; “Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati…” – v 22a), ben presto si trasforma in Odio violento: “Tutti nella Sinagòga si riempirono di sdegno…”, e volevano persino ucciderlo (Lc 4, 28-29). Tuttavia, Gesù, di fronte a questo “Rifiuto”, allarga l’orizzonte della sua Misericordia, e ne indica le future coordinate, di quella che dovrà, poi, essere l’autentica “Azione Missionaria” della futura Chiesa. In obbedienza al dettato Evangelico di Gesù, anche la Chiesa, dovrà: -Saper donare
la Gioia agli “Affitti”;
-La Libertà ai “Prigionieri”;
-La Vista ai “Ciechi”; -La “Liberazione agli Oppressi”! In tal modo, in Luca (Detto anche: il “Vangelo della Misericordia”), viene richiamato, secondo la Profezia di Isaia: “L’Anno di grazia del Signore…” (v 19), ma, notiamo, che non viene riportato, il versetto successivo: “il giorno di vendetta del nostro Dio” (Is 61, 2c), perché Gesù, ancora una volta, come nell’Antico Testamento, che in Lui, trova “Pienezza e Compimento”, predilige gli “Anawìm”, conosciuti come “I Poveri di Jahvè”, che in Elia ed Eliseo trovano esempi da imitare (Lc 4, 25-27). Ora, qui, mi chiedo: Ma la mia Fede, è in linea, con questa prospettiva Evangelica? O sono anch’io “prigioniero” di un sentimento religioso, tanto “possessivo”, da credere nell’esclusiva Predilazione di Dio, sol perché mi reputo cristiano e sono un praticante? Ma, attenti Fratelli miei, Dio non è circoscrivibile. Lui è il “Signore del Sabato” (Mt 12, 8; Mc 2, 28; e Lc 6, 5), ci sorprende sempre, e ci invita ad “andare oltre”, quelle che sono le nostre saccenze e presunzioni!
A noi, quindi, il compito “Missionario”, di essere capaci di farci “Prossimo” dei nuovi “Poveri” del nostro tempo, dietro i Quali, Lui “prediligge Nascondersi”: Emarginati, Diversamente Abili, Prostitute, Profughi, Anziani soli ed abbandonati, ecc., nella consapevolezza che: “Qualunque cosa, facciamo – o non facciamo – a loro…”, la facciamo – o non la facciamo- a Lui” (Mt 25, 40.45). Sarà questo, il modo di “Unirci” al Cuore di Cristo, superando i nostri egoismi, ed accogliendo la sua Carità. Auguro a tutti di cuore, una serena e Santa giornata.
don Michele Romano
