Commento al Vangelo di oggi

IL NOSTRO “POCO”, ATTIVA IL “MOLTO” DI DIO.

La pagina del Vangelo di oggi (Mc 6, 34-44), ci conferma che: “Quando si fa una cosa con Amore, è facile che il tempo passi molto in fretta, senza che ce ne accorgiamo!”.
È capitato anche a Gesù, tant’è che i Discepoli, oggi, glielo ricordano! E dal momento che s’era fatto tardi: “Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congedali…” (vv 35b-36a), si preoccupano di come poter dare da mangiare, a una folla così grande! Se nel testo vengono menzionati “cinquemila uomini” (v 44), siamo, verosimilmente, autorizzati a pensare, che almeno al doppio, ci fossero anche donne e bambini! Ecco che Gesù, allora, cambia immediatamente il suo programma, perché Lui non vuole solo dare l’alimento “spirituale”, con i suoi Insegnamenti (Alimento che, pure, rimane “prioritario!”), ma si preoccupa di soddisfare anche la farna “corporale”. Che bello ed emozionante, poi, leggere anche in questa Pericope, che Gesù: “Vide una grande folla, ed ebbe compassione di loro, perche’ erano come pecore senza pastore” (v 34). Gesù, non è indifferente alle nostre necessità, tutt’altro, prova grande “compassione”
(“Sa patire con noi”), e ci manifesta tutta la tenerezza di Dio, condividendo la nostra sofferenza. Ed ecco che fa ai Discepoli, una proposta incredibile: “Voi stessi date loro da mangiare!” (v 37a). E qui i Discepoli, vanno nel panico: “Dobbiamo andare (noi) a comprare…?” (v 37b).

Pongono, cioè, a Gesù, delle reali difficoltà. Fanno capire: Qui occorre tanto denaro, per sfamare questa enorme moltitudine! Ma molto più grave, è che dimostrano anche la loro poca Fede. Purtoppo, ignorano ancora, che Colui che parla loro, è l’Onnipotente!

In questo modo, Gesù, ha solo voluto saggiare la loro Fede! Infatti, sapeva bene, quale Miracolo stava per compiere. Questo ci dice che Dio, spesso, chiede anche la nostra collaborazione! E se noi non mettiamo a disposizione il nostro “poco” (vedi: “i 5 pani e i 2 pesci”-v 38b), rischiamo di bloccare il suo “Molto”. Come a dire che: Se non collaboriamo Con i nostri “spiccioli”, ahimè, blocchiamo i suoi “Miliardi”.

A questo punto Gesù, “prese i 5 pani e i 2 pesci”, invoca su di essi la Benedizione: “Alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione…” (v 41a), li fece distribuire alla folla, perché tutti potessero mangiare!.

È vero! Sarà stato un pasto povero, scarso, ma alimenterà migliaia di persone, fino ad avanzarne ben “dodici ceste” (v 43), ovvero il numero della “pienezza biblica”! Del resto, anche le altre cifre, riportate in questa prima “Moltiplicazione dei pani”, secondo l’Evangelista Marco, sembrano
avere un alto significato “simbolico”: “I 5 pani” moltiplicati, ricordano i 5 Libri della Legge (La “Toràh”), di cui Gesù era Maestro; Le “12 ceste avanzate”, appaiono come una destinazione “primaria” del pane, alle 12 Tribù di Israele; La distribuzione per “Gruppi”, certamente riguarda soltanto il Popolo Eletto, nell’ordine operato da Mosè nel deserto: (Per “Gruppi di cento e di cinquanta: Es 18, 24-26; Dt 1, 15). Questa particolarità, ci dice che Gesù, in questa prima “moltiplicazione dei pani”, prefigurazione dell’Eucarestia, ha voluto destinare l’Evento, prima ai Giudei, quale Compimento delle “Promesse Antiche”, e Marco, poi, ce ne darà la conferma, nell’incontro che Gesù avrà, con la donna Siro-Fenice: “Lascia che prima si sfamino i figli…!” (Mc 7, 27).

Questo Miracolo di Gesù, anche per noi oggi, diviene “Icona” dell’ Eucarestia, il “Pane della Vita”, dato gratuitamente a tutti i Popoli della Terra, quale “Alimento Spirituale” per la vita eterna! Interessante, è anche ritornare, sull’indicazione che Gesù, dà agli Apostoli: “E ordinò loro di farli sedere, tutti, a gruppi, sull’erba verde” (v 39). Gesù, non ordina di disporre una fila ordinata (Come forse, facciamo noi, quando distribuiamo i “pacchi Caritas” nelle nostre Parrocchie), ma fa sedere la gente “in gruppi”. Non è solo un modo, per farli riposare (“sull’erba verde!”), ma e’ un modo, soprattutto, come condividere “comunitariamente” quel pasto! Solo Gesù, può sfamare la “Fame integrale” di ogni uomo. L’Eucarestia, Mensa della Parola e del Pane di Vita, diventa, così, anche per tutti noi, “impegno fattivo”, a servire i nostri fratelli, in tutte le loro necessità.

E se è vero, che l’uomo è cio’ che mangia, noi Cristiani, vogliamo seguire Gesù che ha detto: “Chi mangia di me, vivrà per me” (Gv 6, 57). Auguri a tutti di cuore, di poter trascorrere una serena e Santa giornata.

don Michele Romano

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