
VIENI E VEDI !
L’episodio del Vangelo di oggi (Gv 1, 43-51), ci parla di un uomo, Natanaèle (nei Sinottici, chiamato Bartolomeo), che per aver saputo vincere le sue “Diffidenze”
(“Può venire qualcosa di buono da Nazareth…?”); sapendosi, ricredere, altresì, circa le sue “Sicurezze Culturali” (Sa che il Messia non può venire dalla Galilea,
secondo Gv 7, 2), e abbandonandosi al fascino di un Dio, che ben lo conosce (Pare che i Rabbini studiassero la Toràh, sotto un albero di fichi), Natanaèle (Lett. “Dono di Dio”), è l’uomo che ha ricevuto il più bel Complimento, che mai Dio, abbia potuto rivolgere ad una persona: “Ecco
davvero un Israelita in cui non c’è falsità”
(v 47).
Solo se anche noi, “conosciamo” bene il Maestro e ci lasciamo conoscere da Lui, saremo anche noi, in condizioni di presentarlo anche agli altri, così come ha fatto Filippo, nel Vangelo di oggi, accompagnando Natanaèle da Gesù, sicuro di condividere con lui, il tesoro più grande: “Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella Legge e i Profeti, Gesù, figlio di Giuseppe di Nazareth” (v 45). Se Gesù vive nel nostro cuore, il desiderio di condividerlo, si trasformerà presto in una necessità. Purtroppo, l’entusiasmo di Filippo, abbiamo visto, si “scontra” con i dubbi espressi da Natanaèle!
Ma è proprio quì, che Filippo incalza: “Vieni e vedi”. Lo invita a “vedere con i propri occhi, a fare esperienza diretta di Gesù. Un invito che dovremmo rivolgere anche noi, ai tanti che ancora dubbiosi della Fede, prigionieri di una visione, spesso e solo “razionale”. delle Verità che riguardano Dio.
“Vieni e vedi”, ripete anche a noi, oggi, Filippo. Sembra dirci: Incontra anche tu il Signore, e sarai inondato dalla sua Grazia, ed illuminato dal suo Spirito. Anche Natanaèle verrà illuminato da Cristo, e passerà dal dubbio, alla Fede piena e dichiarata: “Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re di Israele” (v 49). Anche oggi, Cristo, continua a chiamare, soprattutto i tanti Giovani, ad una speciale “sequela”, ma, Ahimè, quanti dubbi, quanti tentennamenti, quanti rifiuti…!”.
E Gesù, che ci ripete: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” (Gv 15, 16). Chi invece, ha la gioia e la grazia di seguirLo e fidarsi di Lui, divenendo, così, suo discepolo, davvero potrà vedere: “Cose più grandi di queste” (v 50b).
È l’esperienza di Natanaèle, un discepolo convinto, che medita la Toràh, e dimostra di conoscere bene la Scrittura. Tuttavia, il suo carattere, piuttosto duro e scontroso (E il povero Filippo lo ha sperimentato!), quasi una corazza difensiva! Ma sarà proprio lì, che Gesù lo aspetta!Da vero Maestro, elogia la sua franchezza (v 47b); Ignora il suo “caratteraccio”,
e loda la sua grande sincerità. Solo Dio può guardarci “dentro”, e valorizzare il meglio che c’è in noi.
A questo punto Natanaèle, si scioglie come neve al sole, ed il suo scetticismo e’ vinto. Così si lascia andare e fa quella bellissima, quanto prematura, “Professione di Fede”, del v 19! Ecco, tutto questo ci insegna, che l’incontro col Signore Gesù, alla fine, comporta un vero cambiamento nella nostra esistenza.
Se anche noi, con umiltà e sincerità di cuore, sapremo metterci in discussione, accettare i nostri limiti e le nostre fragilità, Dio ci sorprenderà, aiutandoci a tirar fuori il meglio di noi stessi. Impegniamoci, pertanto, anche noi, sin dall’inizio di questo nuovo Anno, a cercarLo con cuore sincero, con la speranza, che questa “ricerca”, sia sempre guidata e sostenuta, anche da qualche Cristiano “Adulto nella Fede”, proprio come lo fu Filippo per Natanaèle, capace, cioè, di indicarci la strada, e condurci dal Signore Gesù, nostro vero unico Redentore.
Don Michele Romano
