
IL DISPERATO GRIDO, DI UN DOLORE INNOCENTE.
In questo Santo Natale, abbiamo contemplato come il Figlio di Dio, Gesù, la Parola eterna, si è fatto Bambino, perché Dio fosse più alla “nostra portata”. In tal modo, ci insegna ad amare i Bambini, i “Piccoli”, ad amare i più deboli, senza dimenticare che “il Regno di Dio, appartiene a chi è come loro”! (Mt 18, 3).
La “fuga” in Egitto, mette in risalto la predisposizione di San Giuseppe, nel Progetto di Salvezza di Dio, che “obbedisce” alla sua Volontà, e sperando contro ogni speranza: “Nella notte, prese con sé il bambino e sua
Madre…!” (v 14).
La “Strage” che ci viene narrata da Matteo, mostra l’opposizione delle tenebre, alla luce, metàfora del male e dell’ingiustizia, che sperimentiamo, ahimè, anche nella nostra vita, ed oggi materializzato nel martirio dei tanti “bambini Innocenti”.
E qui, il loro “grido”, rimbalzato nei secoli, è giunto sino a noi, per scuotere le nostre coscienze, per farci impegnare sempre più nella difesa della vita, soprattutto quella dei più “piccoli” ed “indifesi”. La nostra Fede deve far sì, che anche noi, come Giuseppe, “ci alziamo”, rifuggendo da tante false sicurezze, e prestando molta attenzione a quanto ci accade attorno, perchè è lì, che Dio ci parla!
Tuttavia, ci consoli la certezza, che Lui non ci abbandona mai, anzi a sostegno, ci affida “Il Bambino e sua Madre”, quali nostri compagni di strada, rafforzando, in tal modo, la nostra fiducia in Lui, invitandoci a non avere paura “di uscire di notte”, verso i tanti “Egitto” del nostro tempo, per affrontare le tante “notti” difficili, che il più delle volte, sono da illuminare!
San Giuseppe, che ha saputo proteggere il Bambino Gesù e Maria, sua Madre, dai pericoli e dalle minacce dei malvagi di allora, conceda anche a noi, di sperimentare la sua vicinanza e la sua protezione. Lui, che ha sperimentato
la sofferenza di chi “fugge”, a causa dell’odio dei “Potenti”, possa proteggere e confortare tutte quelle Mamme e quei Papà, con i loro tanti Bambini che, spinti dalle guerre, dalle persecuzioni, dai “novelli Erodi” del nostro tempo, spinti, poveretti, dalla necessità e dalla disperazione, sono costretti a lasciare le loro case e la loro terra, per affrontare, come profughi, ogni rischio, sia per terra che per mare.
La pagina del Vangelo di oggi. (Mt 2, 13-15. 19-23), ci “strappa” la nostra visione infantile ed idilliaca del Santo Natale, per portarci al suo significato più profondo: È un’eterna lotta fra Luce e Tenebre, fra chi accoglie e chi respinge! Ma non accogliere Cristo, significa anche, non accogliere “la Giustizia e la Pace, dando così sfogo alla parte peggiore di noi (Erode “docet”).
Oggi ricordiamo, e affidiamo al Signore, i troppi Innocenti, che anche nel nostro tempo, dopo duemila anni dalla nascita di Gesù, continuano a subire violenza, e ad essere uccisi, compresi i tanti, che non vengano neanche fatti nascere! Sono i piccoli: “Santi Martiri Innocenti” di oggi, vittime di noi adulti e della nostra insensibilità, fatta di macchinazioni e congiure, mai capace di “Tenerezza” alcuna! Tuttavia, diciamocelo con franchezza, nessuno di noi può vantare un “Pedigree” di “Impeccabilità”,per noi, purtroppo,non ci sarà mai un “Albo degli Innocenti, perche’ in ognuno di noi: C’è un “Erode”, che non accetta confronti con nessuno, ed è votato all’eliminazione, costi quel che costi! C’è tanto da vergognarsi e chiedere perdono al Signore…!
Ma occorre che ricordiamo sempre un dato importante: Queste piccole Vittime Innocenti, hanno un grande Difensore: Dio, diventato Bambino. È un giorno, probabilmente, il Signore, rivolgerà anche a noi, quella fatidica domanda, fatta a Caino: “Che hai fatto? Il sangue di tuo fratello grida a me dal suolo…” (Gen 4, 10).
Sia questo per tutti noi, motivo grave, per un serio cammino di “Conversione”! Auguro a tutti di cuore, di trascorrere,
una serena e Santa Domenica.
don Michele Romano
