Commento al Vangelo di oggi

GIOVANNI: VIDE E CREDETTE.

Oggi, nella Festività di San Giovanni, Apostolo ed Evangelista, il brano del Vangelo (Gv 20, 2-8), ci presenta Colui che meglio, e più profondamente, è penetrato nel Mistero del Verbo Incarnato, il primo vero “Teologo”, diremmo oggi, che ha saputo cogliere (ed accogliere!) “l’Animus” più profondo del Maestro, conquistandosi anche la stima degli altri Apostoli. Infatti per tutti, era “il discepolo che Gesù amava”.

C’è chi ha paragonato la stesura degli stessi Evangeli, alla pratica del nuoto in mare: I Sinottici, sarebbero coloro che hanno saputo “nuotare”, Sì, ma solo in superficie; San Giovanni, invece, ha saputo praticare anche l’Apnèa, conoscendo in tal modo, più intimamente il Signore, ed amandololo sempre, fino ai piedi della Croce. Non è un caso, che l’Aquila sia proprio il “simbolo” del suo Vangelo. Circa poi la “diceria”, che gli Apostoli e i discepoli avessero messo in giro la presunta notizia della Risurrezione di Gesù, è proprio nell’episodio del Vangelo di oggi, che ne troviamo la piena smentita.

Infatti, sarà la stessa Maddalena, che è stata la prima a vederlo, a non essere creduta; Così, come pure i discepoli di Èmmaus; Gesù stesso, che rimprovera gli Undici per la loro incredulità; E lo stesso dicasi di Tommaso, ecc.! In questa pericope, oggi, vediamo che, loro due, Pietro e Giovanni (E sappiamo dalla cultura del tempo, che la testimonianza di due Persone, “avvalorava” ogni avvenimento, così com’era stato per i due autorevoli Testimoni della sua Sepoltura: Giuseppe d’Arimatea e Nicodemo (v Dt 19, 15), corrono insieme verso il Sepolcro, ma il Testo precisa, che Giovanni: “corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro” (v 4).

Più che stare al passo di Pietro, Giovanni era “mosso” certamente, non solo dalla giovane età, ma anche dall’ansia e dal desiderio di “vedere” e di “incontrare” al più presto, Chi tanto aveva amato. Arrivò sì, per primo al Sepolcro, ma non entrò. Ebbe tutto il rispetto per Pietro, che aveva ricevuto da Gesù, il “Primato” nel Collegio Apostolico.

Con questa sua “corsa”, Giovanni, quasi vuole insegnarci, anzi, è un vero e proprio invito, a vivere la nostra Fede, con questo desiderio ardente: Incontrare il Risorto!

Giovanni, arrivato al Sepolcro, “vede” i teli (Menzionati ben tre volte: 5a.6b. 7b), e si ferma. Seguirà ad entrare con Pietro, nel Sepolcro “vuoto”. Giovanni, a questo punto: “Vide e Credette”! Ma cosa ha visto? Mentre gli altri, che pur hanno visto, sono stati solo interessati a cercare chi aveva potuto trafugare il cadavere di Gesù, Giovanni invece “credette”, ovvero visse l’esperienza di chi in quel momento, con occhi diversi, si “fonde” con l’immagine del Maestro, che gli aveva fatto dono di una confidenza infinita, unitamente alla presenza trascendente del Verbo, datore della vita!

Una sottolineatura particolare, poi, la merita, ciò che Pietro e Giovanni, “vedono”, entrando nel Sepolcro: “i Teli e il Sudario”. Quelle “fasce”, che avevano dato inizio alla vita fisica di Gesù: “Maria, diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia (Lc 2, 7).

Ora, quelle fasce, non hanno più ragion d’essere! Ora Gesù può lasciare quelle bende, quelle “costrizioni umane”, cioè, quegli irretimenti, perché è tornato ad essere Dio, e niente e nessuno, può più trattenerlo! Tocca a noi, oggi, “Testimoni” della sua Risurrezione, “annunciare” la gioia di questo Evento stupendo e, nel contempo, anche “fondante” la nostra Fede: Cristo è Risorto!

Auguro a tutti di cuore, una serena e santa giornata, porgendo anche gli Auguri più cordiali, a chi di Giovanni ne porta il bel Nome.

don Michele Romano

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