
Don Michele Romano: IL NATALE DEL SIGNORE.
Giovanni, è l’unico tra gli Evangelisti, a cominciare il suo Vangelo (Gv 1, 1-18), non con un racconto, ma con un Inno Cristologico, capace di farci “intravedere” il misterioso Progetto di Dio, Signore del tempo e dello spazio: “In principio era il Verbo… e il Verbo era Dio” (v 1). “In Principio” – (“Bereshìt”), è così che comincia anche la Bibbia (Gen 1,1), come a stigmatizzare il “punto sorgivo”, da cui tutto ha ha avuto inizio e senso!
Un principio, che non dobbiamo intendere in senso “cronologico”, ma in senso “basale”, dove tutto, cioè, trova fondamento in Dio: “Senza di lui nulla è stato fatto di ciò che esiste” (v 3b). Perciò penso che non sia il caso di “assolutizzare”, tutte quelle Teorie, cosiddette “scientifiche”, come quella del “Caos”, o del “Big Bang”, ecc., perché, se una “Esplosione” c’è stata, è stata sicuramente un’Esplosione di Amore e di Bontà: “Dio vide che tutto era cosa buona…” (Gen 1, 1-31), per dare Origine all’Universo.
Dalla perfezione di una Stella, al più piccolo filo d’erba, o all’ultimo animaletto del bosco, tutto è stato “plasmato”
(“Yatzar”) dalle Sue mani. Ecco perché, mettere Dio “in Principio”, significa metterlo all’Inizio e alla Fine di tutto: “Io sono l’Alfa e l’Omega, il Principio e la Fine” (Ap 21, 6a). Gesù, non è venuto a portarci una nuova “Teoria religiosa”, o un nuovo dato evolutivo della Scienza, ma a comunicarci la Vita, col desiderio di una Vita-“Oltre”, al di là della morte!
È qui che trova fondamento il suo Natale: “La vita di Dio in noi! Gesù, infatti, non ha disdegnato di farsi “Carne”, creta, fragilità, Bambino impotente, bisognoso di latte e di carenze, fino a diventare “Agnello Immolato, sull’Altare della Croce”, dove ha voluto accogliere ed abbracciare il grido e il dolore dell’intera Umanità. Eppure, ecco il paradosso: “Venne fra i suoi e i suoi non lo hanno accolto (Gv 1, 11).
Dio non merita tutto questo! Forse è il caso di chiedergli perdono, per questa nostra grave “Ingratitudine!” Propositiamo, quindi, in questo nuovo Anno che fra qualche giorno si apre, di “Accoglierlo” nella nostra vita, in una scelta di libertà consapevole. Si sa, che si accoglie solo, cio’ che dà gioia: “A quanti però lo hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio” (v 12a).
Ecco, allora, Dio ci dà la gioia più grande, la potenza “gioiosa” di diventare ciò che siamo, ovvero: “Figli di Dio – Figli dell’Amore e della Luce (I due Nomi più belli, che Gesù applicherà a sé). Se il Signore “è Nato”, in questo Santo Natale, è perché vuole che anche noi “rinasciamo”, in maniera nuova e diversa (Il Battesimo, ci ha fatto dono di questa grande Verità!).
Oggi, siamo quasi alla conclusione di un altro Anno, che ahimè, resterà per sempre nella Storia, come il più carico di sofferenza, per le tante assurde “Guerre”, che stanno procurando solo morte e distruzione: “Quanti bilanci, quante previsioni, quanta rassegnazione, purtroppo, nel cuore di tanti Popoli e Nazioni martoriate. Che Dio ci perdoni. Apriamo il Cuore alla Speranza, tutto potrà conoscere davvero, un’Alba nuova di Pace, nella misura in cui sapremo accogliere Dio nel nostra vita, aprendogli la “porta” del nostro Cuore, senza dimenticare che, questa particolare “porta” del nostro Cuore, come ci ricorda Santa Teresa D’Avila, è una porta davvero “speciale”, in quanto, ha solo la maniglia che si apre dall’interno. Se non apriamo noi, Dio resta fuori. Ecco perché Gesù può dire: “Io sto alla porta e busso” (Ap 3, 20a).
Solo se consentiremo a Dio, di “entrare in noi”, ecco che la nostra esistenza si illuminerà di Luce, unitamente al nuovo Progetto di vita, che il Signore ha disegnato per noi tutti, per il nuovo Anno che stiamo per iniziare. Nel ringraziare, pertanto, il Signore, per tutti i doni e i benefici, che ci ha concesso nel 2025, propositiamo per il nuovo Anno, che sia un Anno per noi tutti, di impegno, nella nostra testimonianza cristiana, per contribuire a dare Pace e Serenità, ad un Mondo, che ne ha tanto bisogno.
Auguro a tutti di cuore, una felice conclusione di quest’Anno! Auguri, pertanto, Santo Natale e buona Vita Nuova.
Don Michele Romano
