
CHE SARÀ MAI QUESTO BAMBINO ?
Oggi, con la nascita del Battista (Lc 1, 57-66) – Unico Santo, oltre la Madre del Signore, di cui la Chiesa celebra: sia la nascita al Cielo (29 agosto), che la nascita sulla Terra (24 giugno) – in Lui, oggi si compie la profezia del Profeta Malachìa: “Ecco, io manderò un mio messaggero, a preparare la via davanti a me. (Ml 3,1).
L’Annuncio della nascita del Precursore, ci dice che il Santo Natale è vicino! Prepariamoci, pertanto, ad una degna accoglienza, del “Dio-che-viene” (dell’Emmanuèle), aprendogli “la porta” del nostro cuore: “Ecco sto alla porta e busso. Se qualcuno mi apre la porta, io verrò da lui” (Ap 3, 20).
E qui, per tutti noi, si impone un piccolo, ma serio, esame di coscienza: come ci stiamo preparando, per accogliere Gesù nel giorno del suo Santo Natale?
Sappiamo bene che Lui rifugge ogni materialismo, perché, dicevamo, Lui vuole nascere soprattutto nei nostri cuori. Ed il Battista, con la sua vita austera, ridotta all’essenziale, ci insegna che la grande virtù, necessaria per accogliere bene il Signore Gesù, è sempre l’Umiltà. Con Giovanni (lett. “Dono di Dio”), che e’ “più di un Profeta”, si chiude il ciclo dei Profeti, inaugurato da Elìa.
Lui è la “Voce” del Consolatore (“Paràclito”), che viene “come Testimone per rendere testimonianza alla Luce” (Gv 1 7). Con la Liturgia della Parola di oggi, assistiamo a un “Passaggio biblico” fondamentale.
È il Passaggio che intercorre tra i due Testamenti: Antico e Nuovo; è essenzialmente “un Tempo di Silenzio”: la Parola tolta al Tempio e al Sacerdozio, si sta intessendo nel ventre di due Madri.
A dire che Dio, supera ogni livello “istituzionale”, e traccia la sua Storia di Salvezza sul divenire della Vita. Un cambiamento davvero epocale: il Sacerdote Zaccaria, tace, ed è la Donna
(Elisabetta), a prendere la parola: “Si chiamerà Giovanni”. Quando, a conferma, anche Zaccaria scriverà: “Il suo nome è Giovanni”, gli verrà di nuovo concessa la capacità di parlare, ed il dono della Profezia, che scaturirà nel Cantico del “Benedictus”, l’Inno di chi ritrova la comunione con Dio!
È da notare, anche, come nel Benedictus, Zaccaria non parla di “un figlio”, ma di “un “bambino” (Lc 1, 76 a), perché importante, non è il Nome, ma il Bambino, che rappresenta sempre la gioia, che si accompagna ad ogni nascita! Prepariamo, pertanto, anche noi, con il Battista, la “strada” al Signore.
È vero, ancora sono tanti, che non conoscono o non leggono la Parola di Dio scritta, ma restano sempre affascinati, da quelli che la vivono in autenticità, come dire: “Exempla trahunt” (Gli esempi, trascinano…”- solevano dire gli antichi Romani).
L’Esempio e la Testimonianza, hanno la forza di convincere ad “attrarre”, più di molte parole! Sia questo, lo strumento semplice ed efficace, per dare forza alla nostra Speranza: “Alziamo il capo, la nostra Liberazione è vicina” (Lc 21, 28).
Oggi, quasi “intravediamo” la Grotta di Betlemme. Acceleriamo pertanto il nostro passo, andando gioiosi incontro al “Signore che viene…, “per visitarci nella Pace!
don Michele Romano
