Commento al Vangelo di oggi

MARIA: UN AMMIREVOLE PRODIGIO DI DIO.

Mentre ieri, abbiamo visto che l’Arcangelo Gabriele, per l’Annuncio della nascita di Giovanni Battista, va al Tempio di Gerusalemme, per incontrare Zaccaria, oggi, la pagina del Vangelo (Lc 1, 26-38), ci mostra come per l’Annunciazione di Gesù, l’Arcangelo va a Nazareth, ed “entra nella casa” di una fanciulla sconosciuta (evento davvero straordinario, perché Dio, non era mai entrato nella casa di una persona, ma tutti dovevano andare al Tempio, per poterlo incontrare!), nella regione della Galilea, un territorio ritenuto pagano e trascurato da Dio.

In quella Galilea, dalla quale ” non era sorto alcun profeta” (Gv 7, 52). Lo stesso Natanaèle si chiederà: “Può venire qualcosa di buono da Nazareth” (Gv 1, 46). Tutto questo, però ci dice, come Dio, non sceglie cio’ che è appariscente, ma cio’ che è umile e disprezzato dagli uomini.

Non per nulla, ci dirà San Paolo, che: “Gesù
annientò se stesso…, Umiliò se stesso” (Fil 2, 7-8). Tuttavia, a Gerusalemme, pure nel Tempio, nel Culto solenne, e nel Sacerdozio di Zaccaria, Dio non trova: Nè Fede, nè Obbedienza, nè Accoglienza della sua Parola.

A Nazareth, invece, trova Maria, una fanciulla sconosciuta, ma piena di Grazia, di Fede e di Disponibilità. Mentre Dio nell’Antico Testamento, abita nel Tempio, nel Nuovo Testamento, ha trovato “la sua dimora tra gli uomini” (Gv 1, 14).

Sarà proprio Maria, il “nuovo” Tempio dove Dio prende dimora. Del resto, la Scrittura, testimonia come Dio, Autore della Vita, realizza sempre il suo “Progetto di Salvezza”, contro ogni aspettativa umana.

Prova ne sono anche, tutte le Donne “sterili”, a cui Dio, nei passaggi biblici cruciali, ha concesso un figlio: Sara, diede alla luce Isacco (Gen 21, 3); Rebecca, partorì Esaù e Giacobbe (Gen 25, 21); Rachele, ebbe un figlio, che chiamò Giuseppe (Gen 30, 22-23); Anna, diede alla luce Samuèle (1Sam 1, 20); la Moglie di Manòach, diede alla luce Sansone (Gdc 13, 24); Elisabetta, diede alla luce Giovanni Battista (Lc 1, 24).

Anche Maria, comune ragazza di Nazareth, accettò liberamente la chiamata di Dio e con il suo “SÌ”, divenne la “Madre Verginale” di Gesù, il Messia “atteso da tutte le genti”! Notiamo, oltremodo, nel parallelo delle
“due Annunciazioni”, una differenza sostanziale.

Entrambi, infatti, Zaccaria e Maria, hanno espresso un legittimo dubbio: “Com’è possibile…?” Ma, mentre il “dubbio” di Zaccaria ha meritato la punizione
(“Resterai muto…”), perché esprime un dubbio di mera natura materiale (“Siamo vecchi…, Come facciamo…!”), mettendo, di fatto, in dubbio, l’Onnipotenza di Dio; Maria, invece, pur nel suo “dubbio”, di natura squisitamente morale e spirituale: “Non conosco uomo, come sarà possibile?”, un dubbio che raccoglie persino, il beneplacito di Dio, che quasi la conforta: “Non temere, Maria, lo Spirito Santo scenderà su di te e ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà Santo e sarà chiamato Figlio di Dio…” (v 35).


Vedi, anche Elisabetta, tua parente…Nulla è impossibile a Dio” (v 37). A questo punto, nella risposta che darà all’Angelo, Maria col suo ” Sì”, si attribuisce un nuovo nome: “Serva del Signore”, dopo quello datole dai Genitori: “Maria”, e quello che le conferirà l’Angelo: “Piena di Grazia”!

Maria, è davvero la “Serva del Signore, perché accetta umilmente il disegno di Dio, anche se non riesce a comprenderne tutta la portata, e le relative conseguenze: “Maria, custodiva tutte queste cose nel suo cuore” (Lc 2, 51b).

Con la sua vita, Maria ci insegna, che la Volontà di Dio va accolta con fede, ed eseguita con gioia! Avanti, allora, sempre gioiosi, in questo cammino di Avvento, verso il Santo Natale.

don Michele Romano

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