Commento al Vangelo di oggi

“NASCERE” NON BASTA: È PER “RINASCERE” CHE SIAMO NATI.

Il Brano Evangelico di Giovanni (Gv 3, 1-8), oggi ci narra l’incontro “notturno”, tra Gesù e Nicodèmo, un uomo autorevole, capo dei Giudei, e, tuttavia, un uomo “in ricerca”! È rimasto affascinato dai “segni” che Gesù compiva, e d’altra parte comprende, che non potrebbe realizzarli, senza la potenza di Dio. Ma ancora lui, è molto lontano dal percepire, chi sia veramente Gesù. Il Testo ci dice, che va da Gesù “di notte” (v 2a), ma non solo, per non farsi vedere dagli altri Farisei, timoroso, quindi, di essere scoperto, ma anche perché “la notte”, in questo momento per lui, diviene metàfora della sua incomprensione di Gesù! E Gesù, a questo punto, lo sprona: “Occorre rinascere dall’alto”, per entrare nel Regno di Dio (v 3). Questo avverbio: “dall’Alto”, nella lingua greca: “Anothèn”, può essere tradotto ed interpretato, in duplice senso: O “di nuovo” (in senso fisico), o “dall’alto” (in senso spirituale!). Nicodèmo, fraintentendo Gesù, capisce “di nuovo” – “in senso fisico – e pensa ad una “rinascita” nel grembo della madre, una sorta di reincarnazione! Invece, ciò che Gesù gli indica, è qualcosa di fondamentalmente diverso: È una “Rinascita spirituale” del nostro essere, ad opera di Dio, col Dono dell’acqua e dello Spirito, che “misteriosamente” (perché si sa: lo Spirito è come il vento, che soffia dove vuole…, Non sai da dove viene, né dove va” (v 8), ci purifica e ci dona la pienezza di vita, facendo sì, che le energie spirituali, già presenti “in potenza” nel santo Battesimo ricevuto, ora diventino “attive” in noi, col Dono dello Spirito Santo. Al mondo siamo venuti per volontà di Dio, con la collaborazione dei nostri Genitori – ci aiuta a riflettere l’Autore A. Piccolo – ma non ci è stato chiesto alcun parere, per venire al mondo. Invece, la “Rinascita” dall’Alto, ovvero la nostra “seconda nascita”, l’inizio della vita dell’Anima, con l’apporto di “acqua e Spirito, prevede la libertà e la responsabilità della risposta, fatta in prima persona, quale nascita alla Fede, con la potenza dello Spirito, che ci dà la facoltà di “rivivere” la nostra nascita (“corporale”), dandole in significato “nuovo” (spirituale appunto), ed ulteriore. Ecco allora che, chi nella maturità della Fede, risponde “Sì”, al “Ri-nascere” dallo Spirito, riceve in dono un grande Desiderio di Libertà, unitamente alla forza e alla semplicità necessaria, per realizzarla. Sì, perché “Nascere” non basta, come recita la celebre Frase, che dà il Titolo alla nostra Riflessione di oggi, attribuita al grande Poeta, Paolo Neruda, ma è per “rinascere” che siamo nati. Ogni giorno! Non possiamo, perciò, accontentarci, di solo esistere, perché la vita non è un evento statico (vedi “la nascita”), ma è un processo continuo, un invito a non arrendersi di fronte alle difficoltà, e a camminare verso ciò che si desidera, nonostante le nostre fragilità. La “Rinascita”, è un evento quotidiano, ovvero: il potere iniziare una nuova fase della vita, perché, per vedere il Regno di Dio, non basta l’osservanza “esteriore”, occorre, invece, una “conversione” profonda, una “nuova nascita”, spirituale appunto, provocata dallo Spirito. La stessa ricerca di Nicodèmo, che va da Gesù “di notte”, segna l’autentico “passaggio” dalle “tenebre” alla “luce”. Ed è così, che Nicodèmo, nonostante l’iniziale timore, ora si “evolve”: Da Fariseo curioso, a discepolo convinto di Gesù, difendendolo poi, davanti al Sinedrio, e partecipando alla sua Sepoltura, con Giuseppe d’Arimatèa. Il dialogo narrato nel Vangelo di oggi, tra Gesù e Nicodèmo, affronta (e risolve) il contrasto tra l’Antico “Patto”. (Rappresentato dalla mentalità di Nicodèmo) e la novità Radicale, portata da Gesù, che richiede appunto, una “rigenerazione interiore”, quel “passaggio” dalla “notte” alla “luce”. L’attualizzazione di questo dialogo, oggi ci invita, a non vivere una Fede “privata” o nascosta, ma occorre uscire allo scoperto, far sì che la nostra Fede, illumini tutta la vita: Lavoro, Politica, Cultura, ecc., passando da una fede privata ed autoreferenziale, ad un coraggioso discepolato, ad una nuova vita spirituale, dinamica e fiduciosa. Auguro a tutti, di cuore, di poter vivere con serenità, questo Tempo Pasquale.

don Michele Romano

condividi su