Commento al Vangelo di oggi

“PACE A VOI”: L’ASSOLUZIONE DI DIO AL MONDO.

Nel capitolo 20 del Vangelo secondo Giovanni (Perché poi, il capitolo 21, sappiamo essere un’aggiunta fatta, probabilmente, in tempi successivi, da un discepolo: “Redattore finale!”), si susseguono 4 episodi, che mirano a farci prendere coscienza (Anche a noi, oggi!), dell’Evento grandioso,
che è la Risurrezione di Gesù. Il brano del Vangelo, di questa II Domenica di Pasqua (Gv 20, 19-31), parlandoci delle prime due Apparizioni, ci mostra i discepoli (e molto probabilmente, anche le discepole!), che se ne stanno “rinchiusi”, con le porte sbarrate, “per timore dei Giudei”. Sono impauriti, non sanno più cosa pensare degli ultimi fatti accaduti: I due discepoli di Èmmaus che non l’hanno riconosciuto; La tomba vuota; I Giudei che raccontano falsità, ecc.!
E loro sono lì, tutti con un proprio “rimorso” nei riguardi di Gesù. C’è chi lo ha tradito; Chi lo ha rinnegato; Chi è fuggito, e si è nascosto; Nessuno lo ha difeso; Più che stargli vicino, nell’Ora cruciale del Getsèmani, si sono, invece, addormentati: “Non siete stati capaci di vegliare con me un’ora sola?” (Mt 26, 40b). Infatti, tutti, diremmo oggi, “lo hanno piantato in asso”. Fatta salva qualche donna (Non credute, tra l’altro, perché ritenute persone alquanto “emotive!”), ognuno avrà avuto modo di scoprire la sua viltà, la sua pochezza, e la sua pusillanime amicizia col Signore. Ma ecco, che la recondita “attesa”, ora si realizza: Gesù stesso, “viene e stette in mezzo a loro” (v 19b), mostrandosi “Vivo” nella concretezza dei “Segni”, della sua Passione: Mani e fianco feriti. Il saluto di Gesù: “Pace a voi” (Ripetuto ben due volte!), spazza via ogni turbamento e recriminazione, riempie il cuore “di gioia” (v 20). Attraverso il Dono dello Spirito Santo: “Ricevete lo Spirito Santo (Ricevettero, così, la loro “Confermazione”), Gesù trasmette agli Apostoli, non solo la missione ricevuta dal Padre (v 22), ma anche il potere di “rimettere i Peccati” (Chiara Istituzione del Sacramento della Confessione), ovvero, togliere gli ostacoli, che separano l’uomo da Dio, e un pò come trasmettere a tutti, la “Pace”, che Gesù ha donato loro!
La prima assoluzione. La prima “Assoluzione” agli Apostoli, e all’intera Umanità, è Gesù stesso che la dà: Ora siamo, potenzialmente, tutti “in Pace” con Lui. Anche oggi vediamo, quanta fatica fa questo Sacramento della Confessione ad essere accolto dall’uomo. Basti pensare, che è il Sacramento che ha cambiato più nomi: Da Sacramento della Confessione, si è poi passati a chiamarlo: Sacramento della Penitenza; Ed ancora, a seguire: Sacramento della Riconciliazione. Niente da fare! Oggi, a mio modesto parere, per favorirne la “partecipazione”, penso sarebbe meglio chiamarlo: Sacramento della “Gioia Cristiana”, a significare, che ci restituisce quella Gioia, che il Peccato ci toglie! Utinam! Oggi, nel Vangelo, mi colpisce anche, lo scetticismo di Tommaso, che bene o male, ci rappresenta un po’ tutti. Con lui, siamo anche noi, a voler “porre la nostra mano, nel costato di
Cristo”, perché, solo allora, dopo aver “visto e toccato”, siamo capaci di accogliere il suo “mandato”: “Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi” (v 21). Il bello è, che sarà proprio Tommaso, l’apostolo più “fragile” (detto “Dìdimos!”), ad insegnarci la “forza” della Fede ritrovata: “Mio Signore e mio Dio” (v 28) (Che poi, San Tommaso d’Aquino, definirà: La più grande Professione di Fede del Nuovo Testamento), ma darà anche a Gesù, l’opportunità di donarci, quella che è conosciuta, come la “Nona” Beatitudine: “Beati quelli che non hanno visto, e hanno creduto…” (v 29b). Infine, questa Domenica, con l’Enciclica “Dives in misericordia”, di San Giovanni Paolo II, oggi è universalmente conosciuta, come: La Domenica della “Divina Misericordia”. Misericordia, è un termine, che sappiamo essere composto, da due parole: “Miseria” e “Cor”, a dire che: Dio pone, la nostra Miseria, nel suo Cuore: “Per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio” (dal Preconio Pasquale). Non vanifichiamo, pertanto, il progetto di Dio, con la nostra indifferenza. Accogliamo, piuttosto, mediante la Fede e la Conversione, il prezioso Tesoro, della Divina Misericordia. Auguro, perciò, a tutti, una buona Domenica “in Albis” (“in Bianco”), così denominata, perché nell’antichità, proprio in questo Giorno, che chiude l’Ottava di Pasqua (“Pienezza” del Giorno di Pasqua) – i “Neòfiti”, ovvero, i Neo- Battezzati a Pasqua, tornavano in Chiesa, proprio come oggi, con le “Vesti Bianche” del loro Battesimo. Viviamo, dunque, questa santa Pasqua, nella gioia più grande e più vera! Alleluia.

don Michele Romano

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