
LA NOSTRA SALVEZZA: FRUTTO DELL’OSTINATA FEDELTÀ DI DIO.
Il commento al brano Evangelico di oggi (Lc 1,5-25) si concentra sull’annuncio della nascita di Giovanni Battista, dove Dio manifesta tutta la sua “fedeltà”, esaudendo le preghiere di Zaccaria e sua moglie Elisabetta, dopo anni di lunga attesa, nonostante la sterilità di Elisabetta e l’età avanzata della coppia (v 7).
Avvenne che mentre Zaccaria, Sacerdote della classe di Abia, svolgeva le sue funzioni sacerdotali, per fare l’offerta nell’ora dell’incenso, nel Tempio del Signore, nell’ottavo turno, spettante alla Classe di Abia (1Cr 24, 10), gli apparve un Angelo del Signore! Lui si turbò e fu preso da timore, ma l’Angelo del Signore gli disse: “Non temere…, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni” (vv 9- 13).
Pur tuttavia, Zaccaria ascolta, ma non crede! La sua, è una fede debole. Ma l’Angelo Gabriele, gli annuncia che Dio non si ferma di fronte alla sua incredulità, e per sua misericordia, realizzerà ciò che ha promesso! (v 20), anche se lui resterà muto, fino al momento della nascita del figlio.
Da questo capiamo che la Storia della salvezza, è il “frutto dell’ostinata fedeltà di Dio!” Infatti, Zaccaria, pur trovandosi “dentro” la casa di Dio, non è pronto per entrare nella “storia” di Dio. Va anche precisato, che la radice della sua incredulità, non è solo credere in un figlio che ha sempre atteso, e per il quale ha sempre pregato
(v 13), ma anche credere in qualcosa di molto diverso, rispetto alle sue attese.
Infatti, nella Tradizione Ebraica, il Sacerdozio passava da Padre in figlio, per via di discendenza, anche se ad assicurare la discendenza, non era il Padre, bensì la Madre. Ecco perché Luca, si preoccupa di precisare anche, che Elisabetta è figlia di Aronne (v 5b), fratello maggiore di Mosè, della Tribù di Levi.
Una donna Levìta, poteva sposare chiunque, ma un Sacerdote era obbligato a sposare una figlia di Aronne, perché, dicevamo, la discendenza Sacerdotale, era la Madre ad assicurarla, non il Padre.
Zaccaria, desiderava avere un figlio, perché il suo sacerdozio non morisse con lui, ma venisse trasmesso alla sua discendenza. Ma Dio gli darà un figlio diverso: Non un Sacerdote, ma un Profeta.
E la Missione di Giovanni Battista, fu molto importante, perche’ sarà una persona totalmente consacrata a Dio e alla sua missione: “Ricondurrà molti figli di Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli…” (vv 16-17a).
Questo ci dice che nella vita, dobbiamo sempre fidarci di Dio, anche quando non ne comprendiamo appieno i suoi disegni, che sono sempre finalizzati al nostro vero bene!
Dobbiamo anche crescere. nella convinzione che non esistono le “casualità” (meglio saper “riconoscere” tutto, come “Dio-Incidenza”)così come ci insegna San Paolo: “Tutto concorre al bene, per quelli che amano Dio” (Rm 8, 28).
Pertanto, accogliamo sempre con fede, la Parola che ci invita a far fruttificare, il “Lieto Annunzio”, che il Signore semina nella vostra vita, e ci conceda, come a Zaccaria ed Elisabetta, di sperimentare una nuova ed imprevista fecondità, che nasce dall’accoglienza del suo Spirito, che “fa nuove tutte le cose!”
Auguro a tutti di cuore, di proseguire con gioia, in questo Cammino di Avvento.
don Michele Romano
