Commento al Vangelo di oggi

“SONO PROPRIO IO:
TOCCATEMI E GUARDATE…”!

Nel brano Evangelico di oggi (Lc 24, 35-40), assistiamo ad un commovente tentativo di Gesù Risorto, di far comprendere, ai suoi Apostoli, la sua perfetta Identità, tra il “Gesù storico”, e il “Cristo della Fede”: “Guardate…!” “Toccate…!”
“Avete qui qualcosa da mangiare…?” “Sono proprio io…! Giustamente, Gesù, è preoccupato di farsi “riconoscere”, da coloro che poi dovranno diffondere il Kèrigma dell’Annuncio Pasquale, e lo fa, anche mangiando con loro, facendosi toccare le cicatrici: “Sono queste le parole che io vi dissi, quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi. Allora aprì loro la mente…” (v 44-45). Nel saluto: “Pace a voi” (v 36), Gesù dìssipa, ogni paura e dubbio dal cuore degli Apostoli, accumulato durante i giorni di Passione e di solitudine! Le Apparizioni di Gesù, immediatamente dopo la sua Morte, sono un grande insegnamento, anche per tutti noi, così come sono state, un graduale apprendimento per gli Apostoli. Anche se oggi non abbiamo più, la possibilità di poter toccare Gesù in “carne e ossa”, questo non vuol dire, che Lui sia assente dalla nostra quotidianità! Tutt’altro!
Essendo il Risorto, è “Vivo” più che mai, e ci ha assicurato la sua Presenza, in almeno tre ambiti:
1)- “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18, 29);
2)- In ogni Celebrazione Eucaristica: “Prendete e mangiate, questo è il mio corpo…” (Mt 26, 26);
3)- “Ogni volta che avete fatto queste cose, a uno solo, di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Mt 25, 40). Altro che “fantasma!” Gesù non lascia niente di intentato, per confermare la sua Risurrezione, e per aprire alla Fede, i loro occhi e il loro Cuore. In Luca, ora, non vengono più usati i verbi di movimento, come: “Venire”, “Entrare”, bensì il verbo “Stare”, per dire che il Risorto, non viene, e lì: “Gesù – in persona – “stette” in mezzo a loro, e li saluta con lo Shalòm ebraico: “Pace a voi” (v 36b).. Ancora, l’Evangelista Luca, notiamo che usa tre parole forti, per esprimere questo spavento degli Apostoli: “Ptoèo”- Spavento che atterrisce; “Emphòbos” – Impaurito,
intimorito; “Taràsso” – Turbamento…: “Perché siete turbati?” (v 38). È il rimprovero che Gesù muove loro, perché credevano di vedere uno “spirito” (“pnèuma” – in senso evanescente!),
un fantasma, appunto. Gesù Risorto, invece, sia la “fonte” della nostra Gioia. Infatti, non ha ragion d’essere un Cristiano “musone”. Che tristezza, tante volte, vedere a Messa, facce sempre tristi e conturbate, con espressioni tipiche, da “museo delle cere”; O gente che guarda freneticamente l’orologio, o che arriva sempre “in extremis”.
A volte, più che incontrare il “Risorto”, sembra che incontrino il “Ri-morto”! Coraggio, amici cari, oggi nella Chiesa (come allora nel Cenacolo), occorre “Gioire” per la presenza di Gesù in mezzo a noi. Concludendo, penso sia utile, allora, che ci poniamoci alcune, importanti domande: -Durante la santa Messa, so “riconoscere” Gesù, nello “spezzare il pane?”;
-So “riconoscerlo”, come “Mio Signore e mio Dio?.
-So “riconoscere” nelle Scritture, il Progetto Salvifico che Gesù ha realizzato per noi tutti?
-Sono nel mio quotidiano, un credibile Testimone del Signore Risorto? Qui, è solo lo “scandaglio” di Dio, che ne appurerà: “Sincerità e Veridicità, in tutte le nostre, “personali” risposte. Auguri di cuore a tutti, per vivere sempre con serenità, questa Ottava di Pasqua.

don Michele Romano

condividi su