Commento al Vangelo di oggi

MARIA MADDALENA:
“APOSTOLA” DEGLI APOSTOLI.

Nel pianto di Maria di Màgdala, oggi, nel Vangelo (Gv 20, 11-18), possiamo riconoscere il “pianto” di ciascuno di noi, vuoi nei tanti momenti di disperazione, e nei momenti più bui della nostra esistenza! È come se oggi, Gesù, si chinasse anche su ciascuno di noi, e ci chiedesse: “Perché piangi?” Una tenerezza che, sola, può risanare le nostre ferite più profonde. Gesù, da Risorto, non crea “distanze”, non si “innalza” su un trono regale, tutt’altro: Non dimentica le nostre fragilità umane, anzi, continua ad “abbassarsi” sulla nostra miseria, sostenendo ogni nostra sofferenza. Forse siamo noi, smarriti e disorientati come la Maddalena, che tante volte, ripiegandoci su noi stessi, gridiamo a Dio, il nostro: “Eloì, Eloì, lamà sabactàni”
(“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”- Mc 15, 34). Anche allora, Lui ci osserva con sguardo amorevole, dandoci l’opportunità, in questi momenti drammatici, di rivivere la “nostra” Pasqua, come un “risorgere” pieno e profondo con Lui, il Signore Vivente, che ben ci conosce, e ci chiama sempre per Nome (“Io conosco le mie pecore…” – Gv 10, 14). Abbiamo visto, anche, con che “naturalezza” alla fine: “I Discepoli ritornarono a casa” (Gv 20, 10). Ma solo chi “ama”, come Maria di Màgdala, non si dà pace, e “rimane!” Al suo naturale pianto (Del resto, anche Gesù ha pianto su Lazzaro morto!), le pone una specifica domanda: “Chi cerchi?” Ma è solo quando la chiama per nome: “Maria”, che lei ha la certezza, che non esistono più distacchi, vuoti, paure, e rinnova tutto il suo Amore al Maestro: “Rabbunì”
(“Maestro mio!”). Per questo, il binomio: “Maria- Rabbunì, è una Relazione che non tramonterà mai, è un ritrovarsi in una Fedeltà, che supera ogni logica! Forse, la Bellezza della Pasqua, sta proprio quì, in questo ritrovarsi pieno e profondo col Signore della Vita, che ci chiama per Nome. La domanda di Gesù, pone anche a noi, cristiani di oggi, molti interrogativi: “Voi, chi cercate? Cosa chiedete nella vostra Religiosità? Nella fede, nella vostra preghiera, ecc., cercate forse la “vostra pace”, le garanzie di un vostro modo di veder le cose, i vani tentativi di trasformare il mondo a vostro “uso e consumo”, o la vostra personale tranquillità? No! Tutto questo, serve a poco! La fede autentica, inizia da un incontro particolare con il Signore che “chiama”, e noi che “ascoltiamo”. Don Tonino bello, a tal proposito, commenta: “Coraggio, il Signore è Risorto, proprio per dirci che: Per chi decide di amare, non c’è morte che tenga, non c’è macigno sepolcrale, che non rotoli via!”. Auguri, pertanto, di poter “risorgere” anche noi, nel nostro cuore, per “riconoscere” Gesù, come il “nostro Rabbunì”. A tutti Auguro, una buona e serena Settimana di Pasqua.

don Michele Romano

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